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Santa Severina e la sua metropolìa


Santa Severina (dipinto di Armando Curo)

Domenica 6 novembre 2005, alle ore 17.00, nelle sale del castello di S. Severina, nel quale è allestita una mostra dell'artista Armando Curo, di Rocca di Neto, è stato presentato il libro:

"Tra sacro e profano. Santa Severina la metropolia, i suoi metropoliti"

di Francesco Le Pera e Salvatore Pancari.

All'iniziativa, presenti gli Autori, sono intervenuti il Sindaco Bruno Cortse, il prof. Antonino Pala, Presidente della Pro Loco Siberene, il prof. Luigi Barone, Presidente della Cooperativa "Aristippo", Mons. Giuseppe Misiti Responsabile diocesano dei beni culturali.

Un'ampia introduzione all'opera è stata tenuta dal prof. don Serafino Parisi, direttore della rivista Quaderni Siberenensi (che ha pubblicato negli anni numerose anticipazioni dell'opera) mentre la presentazione vera e propria del testo è stata affidata al Prof. Daniele Macris. Dopo i numerosi interventi del pubblico che ha affollato la sala, ha concluso la manifestazione S.E. Andrea Mugione Arcivescovo di Crotone e Santa Severina.

 


L'Opera

La minuziosa indagine condotta nel libro intende ristabilire la tabula chronologica degli arcivescovi di Santa Severina. La cronotassi risulta essere un filo dorato attorno al quale vengono infilati vari avvenimenti di storia civile, di vita ecclesiale e di politica ecclesiastica. È come il pretesto per leggere l'ambiente vitale dei vari periodi nei quali vissero ed operarono i presuli.

Il lavoro della ricostruzione della esatta posizione occupata da un vescovo nel succedersi del tempo, è l'applicazione pratica di quella disciplina che - collocando e considerando i personaggi nei loro rapporti temporali - rende comprensibile l'ambiente religioso, storico, sociale e politico per una lettura critica degli accadimenti storici in un determinato periodo.

All'interno di questo orizzonte viene sottolineato l'intreccio tra "sacro e profano", un merisma questo che induce a pensare piuttosto all'esistenza concreta che si svolge fra i due estremi e alle trame fra i due "poteri" dirimpettai; in tal senso si va dalla vicenda del nome del paese, al culto di S. Anastasia, all'origine della metropolia, al legame con Bisanzio, all'avvento dei Normanni, al passaggio "lentissimo" - strategicamente pensato e imposto da Roma - dal rito greco a quello latino, alle compromissioni dei vertici della Chiesa con gli Angioini, alla piaga della siccità occorsa in pieno XIV secolo e coincisa con la crescita della popolazione, con una rivolta dei contadini, con il mancato incremento della produzione agricola e con la catastrofica "peste nera", alle innovazioni del Concilio tridentino con le successive applicazioni nelle varie diocesi, tra le quali anche Santa Severina, e - nel frattempo - agli assedi e all'insediamento di Andrea Carafa nonché alle gesta dell'eroico comandante Angelo De Luca, ai Sinodi diocesani, all'eversione della feudalità, alla "individuazione" delle terre e dei beni della Chiesa e dei latifondi dei baroni, fino alla riforma agraria, per giungere - in un crescendo di decadenza - ai nostri giorni.

Il pregio di questo libro - che costituisce un passaggio obbligato per gli studiosi che vorranno occuparsi di storia locale - è proprio quello della considerazione storico-critica delle fonti e dei documenti utilizzati, inseriti nel Sitz im Leben, ovverosia nel contesto vitale originario, senza omissioni sulla considerazione del loro contenuto e della loro trasmissione.

Mi verrebbe da dire che c'è una interconnessione tra i dettami del positivismo storiografico e î princìpi del romanticismo: il metodo, infatti, mentre si fonda su una rigorosa critica delle fonti, non trascura l'aspirazione ad una visione unitaria, la cosiddetta storia sociale, che unifica la storia di tutte le attività umane particolari. Sicché si può dire che il principio ispiratore è l'amore per la ricerca, la prospettiva è quella della verità, o forse dell'evidenza storica che risiede nell'individuazione dei fatti storicamente rilevanti, e la finalità è quella di contribuire alla formazione di un patrimonio storico ben riconoscibile che costituisca non solo memoria, ma anche sprone.

(Dalla Prefazione di Serafino Parisi)


Gli Autori

Francesco Le Pera
Francesco Le Peraè nato a Santa Severina nel 1930. Compiuti gli studi ginnasiali, si trasferisce a Catanzaro, dove frequenta il Liceo Classico "Galluppi". Laureatosi in Lettere Classiche presso l'Università "Federico II" di Napoli, inizia la sua carriera d'insegnante di Materie Letterarie nel Ginnasio Pareggiato, poi di Lettere nella Scuola Media Statale e quindi di Italiano e Latino nel Liceo Classico "Borrelli" di Santa Severina del quale, infine, è stato preside di ruolo sino all'Anno Scolastico 1996-97.

Ha pubblicato sui Quaderni Siberenensi, Rivista di cultura, storia e tradizioni alcuni studi dal titolo «Da Siberene, città degli Enotri, a Santa Severina dei Bizantini», poi «La Cronotassi degli Arcivescovi di Santa Severina»; ha scritto per Fivarium Scyllacense un articolo su «Gli Arcivescovi di Santa Severina in età bizantina» e «La Metropolia di Santa Severina» per il volume di F. Baxucello, «I Normanni d'Italia. Barbari Geniali», Zaccaria Editore, Lagonegro (PZ) 2004, pp. 314-315.

Ora dedica il suo tempo libero allo studio della storia civile ed ecclesiastica locale.

Salvatore Pancari
Salvatore PancariDi origini siberenensi da parte paterna, è nato a Catanzaro nel 1944. Compiuti gli studi di scuola media superiore, si trasferisce a Pisa dove si laurea in Scienze Politiche discutendo una tesi su "Charles Write ed il potere".

Ha trascorso tutto il suo ciclo lavorativo nella filiale livornese del Banco di Napoli affiancando al suo lavoro l'approfondimento degli studi di Sociologia del Lavoro, materia di cui è stato cultore nell'Ateneo pisano, e l'impegno sindacale.

Ha curato e pubblicato insieme a Giuseppe Ponzini, Per un'identità dell'assistente sociale, Pisa 1977; La Banca scende in piazza. Nuove relazioni, nuovi soggetti, Livorno 1998; ha curato gli Atti del Convegno Bandiere ombra, un dramma umano, un'emergenza ecologica, un'aggressione all'economia marittima, Livorno 2000.

Attualmente s'interessa di formazione.

 

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