
"Calipari è un eroe. Giuliana Sgrena vive grazie a lui.
Ma chi da' la propria vita per la vita altrui, non muore mai"
Questa è la frase più significativa pronunciata da Antonio Martino, Ministro della difesa in occasione dell'anniversario dei tragici fatti di Bagdad.
Il 4 marzo 2005 moriva in Iraq Nicola Calipari. Calabrese (era nato a Reggio cinquanta anni prima) inizia la sua carriera in Polizia nel 1979; capo della Squadra mobile di Cosenza negli anni '80, si trasferì a Roma dove lavorò alla Squadra narcotici e poi alla Sezione criminalità organizzata. Investigatore di prim'ordine si distinse in indagini contro la malavita e le associazioni mafiose che imperversavano nella capitale. Passato alla Criminalpol e poi al servizio centrale operativo (Sco), dirigente dell'ufficio stranieri della questura di Roma, da un anno era vice direttore operativo del Sismi.

Quando scoppiò la "grana Iraq" Nicola Caliparì fu posto al comando delle operazioni di intelligence e per la liberazione degli ostaggi italiani; fu mediatore, tra l'altro, nelle trattative felicemente concluse per la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta.
Nell'occasione della sua morte Calipari era a Bagdad in macchina con la giornalista Giuliana Sgrena, appena liberata dai guerriglieri iracheni, con cui aveva trattato il rilascio per conto del Governo italiano. Venne ucciso dal "fuoco amico", da soldati americani in circostanze ancora non del tutto chiarite, nei pressi dell'aeroporto di Bagdad.
Tra i tanti riconoscimenti ricordiamo i più significativi tributati dalla sua terra: una sala del Palazzo del Consiglio Regionale della Calabria a Reggio Calabria è stata intitolata in sua memoria, denominata appunto "Sala Calipari". Il comune di Crotone ha previsto nella nuova toponomastica l'intitolazione di una traversa di Viale Gallucci (zona Prefettura). Alla sua memoria è stato consegnato alla vedova il Premio Siberene (edizione 2005), un prestigioso riconoscimento assegnato a personalità che hanno illustrato la Calabria con la loro azione e i loro meriti.
[GRECO]