Area Locale News  
Scrivi alla redazione di Area Locale per richieste o suggerimenti Scrivi alla redazione di Area Locale per richieste o suggerimenti Scrivi alla redazione di Area Locale per richieste o suggerimenti 
 














Cerca:

 

Home >> Natura

Salute dei mari di Calabria  -  RAPPORTO 2006


L’acqua in Calabria,  invece di benessere, continua a provocare movimenti franosi sui rilevi collinari e montani, alluvioni in pianura con l’allagamento ed il convogliamento anche di rifiuti e,quindi, l’inquinamento delle falde idriche e delle acque marine. Per la sicurezza, ed anche per non sottostimare le reali necessità per il risanamento, com’è lo stato di salute dei mari della Calabria?

 

 

Nel mese di maggio dopo nove giorni dall’inizio della stagione balneare 2006, il Ministero della Salute ha reso noto i dati ed, in particolare, i 99 Km di costa inibiti alla balneazione in Calabria nel corso della precedente stagione. Per lo stesso Ministero la costa balneabile risulta esattamente della lunghezza di 616,4 Km.

 

Dopo più di un mese, il 12 giugno, con Delibera dell’assessorato all’ambiente, la regione ha individuato oltre cento zone di divieto di balneazione complessivamente lunghi più di 80 Km, dei quali più di cinquanta chilometri per inquinamento.

In pratica, molto più del doppio dei 40 Km e del 5% riportati anche nei titoli di alcuni importanti mezzi d’informazione in occasione dell’arrivo e presentazione del cosiddetto “pool di esperti per salvare il mare” dei giorni scorsi.

L’imprecisione di dati diffusi anche per televisione riguarda pure la reale disponibilità del patrimonio costiero regionale aumentato a 800 e addirittura fino a 850 Km mentre, com’è noto, è di  715 km e settecento metri.

Un patrimonio  molto rilevante se si considera che, anche senza i cento km di costa considerati inidonei dal Ministero della Salute, in Calabria c’è sempre un quinto di tutta la disponibilità di costa balneabile della penisola ed il 12,3% dell’intera Italia comprese le due isole maggiori.

 

Patrimonio rilevante ed anche unico perché la Calabria dispone dei fondali più sani, delle acque più trasparenti e d’identità geoambientali di notevole interesse di tutto il Mediterraneo; sulle antichissime e tante rocce che formano le coste calabresi, tra l’altro, sono impressi e si possono leggere eventi geomorfologici e tettonici non presenti nel resto della penisola.

Continuare ad ignorare questa realtà, o, peggio, aumentare la lunghezza della disponibilità delle costa e ridurre la lunghezza dei divieti per ottenere percentuali  “ irrisorie”, non è nell’interesse generale e non aiuta a migliorare le acque marine e l’immagine della Calabria. Così come non giova alla Calabria spostare l’attenzione sul “gioco” delle bandierine colorate assegnate tenendo conto di fattori diversi di quelli che la normativa prevede per l’idoneità alla balneazione.

D’altra parte, la tendenza all’imprecisione sul tema può e deve essere superata con il semplice rispetto delle norme e direttive dell’Unione europea sul come dare tempestiva e dettagliata informazione al pubblico di tutti i dati sui luoghi e risultati delle analisi delle acque di balneazione; e come viene puntualmente fatto e pubblicato su molti portali dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) di altre regioni d’Italia.

Ostinarsi a non rispettare le specifica Direttiva europea sulle acque di balneazione significa continuare con le “carenze informative” sottolineate nella “Seconda Relazione sull’inquinamento delle coste e gestione degli impianti di depurazione nei comuni costieri della fascia tirrenica compresi nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza” della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti. Relazione dove, tra l’altro, si legge: “nessuna puntuale informazione alla popolazione, alle imprese, alla comunità scientifica è stata fornita dalle autorità, nonostante nella stagione balneare i risultati esposti negli allegati – ben noti alle autorità sanitarie – concretino l’esposizione della popolazione ad una serie di possibili rischi derivanti dalla balneazione.”

Così come è dannoso ignorare le ripetute denuncie dei Commissari all’ambiente dell’U.E, per il fatto che alcune regioni invece di ridurre i divieti di balneazione con l’eliminazione dell’inquinamento, riducono i tratti di spiaggia dove fare i bagni e sopprimono dall’elenco delle zone da controllare quelle inquinate; con danni e guasti non limitati al mare ed all’immagine della regione.

 

Significativa, in proposito, la recente diffida dell’Unione Europea all’Italia per la soppressione delle zone da controllare, e quanto affermato dal commissario all'Ambiente, Stavros Dimas: “La direttiva comunitaria sulle acque di balneazione ci aiuta a garantire acque pulite ai milioni di bagnanti che le frequentano nei mesi estivi. Per questo sono preoccupato per il fatto che alcuni stati membri non applichino più le misure di tutela introdotte dalla direttiva in diverse migliaia di zone di balneazione in tutta l'Ue.”

Senza la trasparenza sui dati e la conoscenza della realtà geoambientale difficilmente sarà possibile individuare mezzi e metodi per rendere tutta l’acqua trasparente ed accrescere l’interesse per i cittadini a fermarsi e ritornare sulle bellissime ed assolate spiagge della Calabria.

 

Per favorire queste trasparenze e la valorizzazione delle coste del Tirreno e dello Ionio, tutti i dati sulla balneazione e le relative analisi contenute nel Rapporto sullo stato di salute dei mari di Calabria degli Amici della Terra, unitamente all’ACU ( Associazione Consumatori Utenti Onlus della Calabria ) ed alle Federazione dell’Impresa Sociale “Non Profit” della Compagnia delle Opere della Calabria, saranno illustrati il 20 luglio prossimo a Lamezia Terme.

[Mario Pileggi] ( * )

( * ) Geologo – presidente Amici della Terra Lamezia Terme

 


appendice

 

FAVORIRE ANCHE IN CALABRIA L’INFORMAZIONE E LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI COME INDICATO NELLA DIRETTIVA DELL’UNIONE EUROPEA SULLE ACQUE DI BALNEAZIONE

 

Per garantire l’informazione e la partecipazione dei cittadini sulla condizione delle acque e per prevenire l’inquinamento la citata  Direttiva dell’Unione europea sulle acque di balneazione, tra l’altro, prevede che:

1) “Gli Stati membri incoraggiano la partecipazione del pubblico all'attuazione della presente direttiva e assicurano che siano fornite al pubblico interessato opportunità:

– di informarsi sul processo di partecipazione; e

– di formulare suggerimenti, osservazioni o reclami.

Ciò riguarda in particolare la preparazione, la revisione e l'aggiornamento degli elenchi di acque di balneazione. Le autorità competenti tengono in debito conto le informazioni ottenute.”

2) “Gli Stati membri assicurano che le seguenti informazioni siano divulgate attivamente e messe a disposizione con tempestività durante la stagione balneare in un’ubicazione facilmente accessibile nelle immediate vicinanze di ciascuna acqua di balneazione:

a) la classificazione corrente delle acque di balneazione e l'eventuale divieto di balneazione o avviso che sconsiglia la balneazione mediante un segno o un simbolo chiaro e semplice;

b) una descrizione generale delle acque di balneazione, in un linguaggio non tecnico, basata sul profilo delle acque di balneazione;

c) nel caso di acque di balneazione soggette ad inquinamento di breve durata:

– notifica che l'acqua di balneazione è soggetta ad inquinamento di breve durata,

– indicazione del numero di giorni nei quali la balneazione è stata vietata o sconsigliata durante la stagione balneare precedente a causa di tale inquinamento, e

– avviso ogniqualvolta tale inquinamento è previsto o presente;

d) informazioni sulla natura e la durata prevista delle situazioni anomale durante tali eventi;

e) laddove la balneazione è vietata o sconsigliata, un avviso che ne informi il pubblico precisandone le ragioni;

f) ogniqualvolta è introdotto un divieto di balneazione permanente o un avviso che sconsiglia permanentemente la balneazione, il fatto che l'area in questione non è più balneabile e le ragioni della sua declassificazione; e

g) un’indicazione delle fonti da cui reperire informazioni più esaurienti.”

3) “Gli Stati membri sfruttano adeguati mezzi e tecnologie di comunicazione, tra cui Internet,

per divulgare attivamente e con tempestività le informazioni sulle acque di balneazione, nonché le seguenti informazioni in varie lingue, ove opportuno: a) un elenco delle acque di balneazione; b) la classificazione di ciascuna acqua di balneazione negli ultimi tre anni e il relativo profilo,  inclusi i risultati del monitoraggio effettuato ai sensi della presente direttiva dopo l’ultima classificazione; c) nel caso di acque di balneazione classificate "scarse", informazioni sulle cause dell'inquinamento e sulle misure adottate per prevenire l'esposizione dei bagnanti all’inquinamento e per affrontarne le cause; e d) nel caso di acque di balneazione soggette a inquinamento di breve durata, informazioni generali relative:

– alle condizioni che possono condurre a inquinamento di breve durata,

– al grado di probabilità di tale inquinamento e della sua probabile durata,

– alle cause dell'inquinamento e alle misure adottate per prevenire l'esposizione dei bagnanti all'inquinamento e per affrontarne le cause.

L'elenco di cui alla lettera a) è disponibile ogni anno prima dell’inizio della stagione balneare. I risultati del monitoraggio di cui alla lettera b) sono resi disponibili su Internet una volta completate le analisi.”

La stessa U.E sottolinea che “le informazioni non dovrebbero, tuttavia,essere divulgate solo via Internet, ma anche attraverso mezzi di comunicazione più tradizionali come i giornali locali, gli opuscoli distribuiti nei luoghi pubblici, ecc. Ed inoltre che “Gli " effetti collaterali " positivi dell’informazione dei cittadini si possono così riassumere: 1) i cittadini potrebbero segnalare i casi reali o sospetti di inquinamento; 2) essi avrebbero una migliore conoscenza delle tematiche e dell’impegno profuso dai responsabili della gestione della qualità.”

Geologo Mario Pileggi




 Commenta  Segnala  Stampa

09/07/2006

 

 

17212


Cerca:


Abbonati Gratis 
Area Locale News