Ci sono dei fatti che, pur non essendo delle vere e proprie notizie, meritano di essere raccontati. Almeno per quegli aspetti simpatici che, facendo sorridere, lasciano dietro di sé qualche riflessione.
“Nella tratta fra Catanzaro lido e Crotone – mi disse con garbo l’addetto di un’agenzia di viaggio cosentina – non ha diritto allo sconto del 10% che invece le spetta, come giornalista, per la tratta fra Roma Termini e Catanzaro lido”.
La cosa mi sembrava strana ma accettai di pagare l’ennesimo balzello per gli ultimi chilometri di quello che sapevo sarebbe stato un lungo viaggio in notturna.
Ciò anche nella consapevolezza che, dopo un viaggio in notturna che sarebbe iniziato dalla Termini alle 23,10, dalle 6,30 in poi quando avrei dovuto prendere la coincidenza da Catanzaro lido, la stanchezza accumulata non mi avrebbe consentito di discutere. Particolarmente con quei Controllori dalle facce tristi che, troppo spesso fungono da capri espiatori per tutte le pecche che caratterizzano il “servizio” delle Ferrovie dello Stato.
Quando, però, l’integrazione tariffaria l’ebbi fra le mani, non riuscii a trattenermi. “Dove sono – chiesi – le telecamere di “Scherzi a Parte?”.
“Non ci sono” fu la risposta dello sconsolato impiegato che, avendo avuto dal computer l’inverosimile biglietto fra le mani, questa risposta se l’aspettava.
Dal sorriso che subito gli lessi negli occhi, però, capii d’aver capito bene. Il prezzo dell’integrazione tariffaria che ammontava ad euro ... 0,30!
Si, avete letto bene. Trattasi propri di trenta, dico trenta, centesimi. Certamente un bel po’ in meno del costo effettivo di quel biglietto stampato sul cartoncino rigido che avevo nelle mani e che conserverò fra i ricordi più cari del master in editoria e comunicazione che sto terminando in Capitale.
Grazie, Trenitalia, per queste vostre stranezze che mi permettono di sorridere e di subire con leggerezza tutta la stanchezza che sento addosso.
[Francesco Rizza]
