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Alga killer? In Calabria, no problem


Il Rapporto finale sullo Stato di Salute dei mari calabresi redatto dall’Associazione Onlus  “Amici della Terra”,  sarà presentato il 31 agosto prossimo.

Per intanto, il geologo Mario Pileggi del Consiglio nazionale degli Amici della Terra  ha gentilmente messo a disposizione dei lettori di Area Locale alcune anticipazioni, con importanti riferimenti dalle Linee Guida su "Gestione del rischio associato alle fioriture di Ostreopsis ovata nelle coste italiane" del Ministero della salute (Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione - Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria)-Documento approvato dal Consiglio Superiore di Sanità nella seduta del 24 maggio 2007. 

Condizione delle acque, specificità ed entità del patrimonio costiero sono i primi tre temi sviluppati nel Rapporto 2007.

 1) Sui 715 Km di coste calabresi, attualmente sono idonei alla balneazione circa 615 Km, più del 20% della disponibilità dell’intera Penisola italiana. In pratica, le cinque province calabresi complessivamente offrono di più dell’insieme di sette regioni: Friuli, Veneto Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata. In particolare, la sola provincia di Cosenza dispone di una quantità di spiagge balneabili superiore alla disponibilità complessiva di tre regioni come Veneto, Basilicata e Marche; e la provincia di Reggio Calabria offre di più dell’insieme delle regioni Emilia Romagna  e  Friuli Venezia Giulia.

 2) Specificità più rilevanti  emergono dai caratteri geoambientali delle rocce che bagnano il Tirreno e lo Ionio calabrese. Specificità che rendono il patrimonio costiero della regione unico in tutto il Mediterraneo. Caratterizzato dagli antichissimi ammassi metamorfici del  Tirreno cosentino e reggino, dalla gran diffusione del granito del Tirreno vibonese e dello Jonio catanzarese, il patrimonio costiero calabrese è costituito da rocce di tutte le ere geologiche: si passa dalle dune d’attuale e più recente formazione alle rocce delle ere geologiche più antiche, di moltissime centinaia di milioni d’anni fa, ed indisponibili nelle altre regioni della penisola.

Oltre ad una grande varietà di preziosi aspetti naturalistici ed ambientali, sulle rocce che formano le coste calabresi esistono le più ampie e remote testimonianze della nascita ed evoluzione sia del paesaggio terrestre del Mediterraneo sia degli insediamenti umani; testimonianze di grandissimo interesse scientifico e sempre più oggetto di visite, ricerche e studi dai maggiori centri di ricerca e università del Pianeta. Spiagge rare e preziose, con mari trasparenti, fondali in gran parte privi dai fenomeni di accumulo di sostanze nocive per la salute e, quindi, ideali per immersioni e visite anche “sui luoghi dei relitti”.

fioriture di Ostreopsis ovata nelle coste italiane 3) Sulle spiagge calabresi non sono stati rilevati i gravi fenomeni di intossicazione umana per aerosol attribuiti all’alga Ostreopsis ovata come in altre località costiere italiane del tirreno centro-settentrionale e di altri Paesi del Mediterraneo; in particolare, secondo i dati del Ministero della salute:Il caso più eclatante si è verificato nell’estate del 2005 a Genova, quando 240 persone che avevano soggiornato in riva al mare o in zone adiacenti senza immergersi in acqua sono ricorse alle cure ospedaliere perché accusavano sintomi quali: febbre, faringodinia, tosse, dispnea, cefalea, nausea, rinorrea, congiuntivite, vomito e dermatite (...). Le fioriture di O. ovata, osservate in quei giorni nel tratto di costa interessato, furono ritenute il possibile agente causale.”

 4) Oltre ad indicazioni utili a favorire la trasparenza dell’acqua e l’informazione dei dati relativi ai monitoraggi raccomandati dal Ministero della salute e dall’Unione europea nell’interesse dei cittadini e per prevenire il verificarsi di quelle forme di fioritura con abnorme proliferazione di microalghe bentoniche, come la sopra citata alga killer, il Rapporto dedica un apposito capitolo alle proposte per la valorizzazione del prezioso patrimonio costiero calabrese e la difesa dai rischi naturali accentuati, tra l’altro, dagli effetti dei cambiamenti climatici in atto. 

Corredato da grafici, tabelle, carte tematiche ed immagini, il Rapporto  illustra nel dettaglio la situazione della stagione balneare in corso per ogni spiaggia delle 5 province della regione ed evidenzia anche cause e rimedi dei divieti di balneazione.

[AlVal]

[20.07.2007]




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20/07/2007

 

 

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