Concludendo, il sistema territoriale P.N.S. non può essere identificato né operare come un'entità amministrativa, nascente da una delimitazione statica del territorio Silano, un insieme di attività economiche individuate e raggruppate, o un insieme di valori tradizionali elencati e divulgati ne tanto meno "un'isola naturale": ma un sistema dinamico dalle molteplici sfaccettature (economico, sociali, istituzionali, ambientali, culturali, gastronomiche, etc.) tutte inserite in un sistema di relazioni in cui i sistemi locali possono trovare appoggio per innescare o sostenere forme durevoli di sviluppo endogeno integrato.
La finalità conservativa, quella ricreativa e quella socio economica, non devono più riguardare solo il parco, ma l'intero territorio in cui esso si trova e interagisce creando una vastità di relazioni ecosistemiche.
Questa identificazione dinamica del territorio P.N.S. lo rende ancora più interessante di quanto possa renderlo la sua perimetrazione.
Quest'ultima sembra essere un problema insormontabile che allunga il cammino dell'istituzione del parco.
Dai colloqui con le amministrazioni comunali e dalla lettura della documentazione cartacea, è emersa l'idea generale che il parco sia solo un insieme di vincoli, per cui inserire zone territoriali, può risultare fatale per lo sviluppo economico locale.
Il vero problema, nell'ottica di uno sviluppo di lungo periodo per le zone marginali, è quello di convincersi di seguire comunque le politiche di sviluppo sostenibile e le politiche di regolazione dei sistemi locali confinanti con il parco, con il fine di agganciarsi alla identificazione del P.N.S. come Sistema Locale di Produzione Tipica e Tradizionale di qualità ambientale ottenendo il riconoscimento nel globale.
Il P.N.S. può così spuntare un vantaggio competitivo nei confronti di sistemi insediativi più consolidati e maturi e proporsi come patner complementare e diverso di cui il contesto territoriale ha bisogno per diversificare le proprie attività e i propri prodotti.
Dall'analisi di contesti presilani sono emersi casi di diversificazione dell'utilizzo delle risorse, prova di un possibile sviluppo economico integrato, che metta in relazione un'insieme di attività di produzione e valorizzazione delle risorse naturali rinnovabili e di produzione e trasformazione delle materie prime locali in prodotti tipici e tradizionali.
Il riconoscimento del territorio, con le qualità attribuitegli, ripaga l'impegno delle comunità soggette a vincoli per l'estensione del loro contesto economico e socio-culturale verso il globale.
Sarà anche convenzione civica (secondo la teoria economica delle convenzioni) dove un gruppo di consumatori locali hanno fiducia verso un gruppo di produttori locali; quindi costituisce informazione sufficiente per innescare il rapporto di fiducia con agenti del globale.
Infatti, ad esempio, per le aree di produzione olivicola, e non solo, agganciarsi al parco significa mettere in evidenza gli aspetti naturalistici, paesaggistici e produttivi dell'agricoltura che apporta una maggiore fiducia verso i prodotti di qualità ottenuti nel rispetto delle risorse naturali.
Tutte le comunità acquisiranno una conoscenza contestuale che rende competitiva l'offerta territoriale perché funzionale al processo di identificazione. È ben chiaro che, in questo processo, è necessario l'impegno di tutti gli attori locali, incoraggiando e sostenendo con incentivi le produzioni di qualità biologica e la manutenzione degli spazi locali come beni pubblici mantenuti con azioni private.
(3. Fine)
[Giuseppe Scandale]
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