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Il coraggio delle Chiese di Calabria


Un documento fresco e coerente che non può passare inosservato. Un documento pieno di verità che rispecchia quanto sta accadendo in Calabria, soprattutto in questo tempo di eventi di malaffare tra sanità e politica.

I Vescovi, profeti con un coraggio da leoni che servirà, sicuramente a tutto il popolo di Dio e non solo. Forte anche nel titolo che riprende un versetto del Vangelo di Luca “Se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo”. Per un futuro di giustizia e di carità in una terra come la Calabria che vive il dramma e l’oppressione della mafia e del malaffare che si insinua in tutti i settori della politica e delle istituzioni.

I 12 Vescovi delle Chiese di Calabria ricordano a tutti, e in particolare ai credenti, di tenere alta l’attenzione sul problema mafia e pensare alla liberazione operando con una rinascita morale autentica, riscoprendo l’identità perduta e i valori fondanti del rispetto delle leggi e spingere al dialogo costante.

Una sfida seria per combattere la ‘ndrangheta con la cultura della legalità e con il diffondere un senso critico capace di discernere i valori con un impegno per il cristiano nella polis a servizio dell’uomo senza tirarsi indietro, anzi sacrificando la propria vita.

Il documento è una guida valoriale che apre ad alcune priorità: in primis quella di cambiare il cuore con un mutamento di mentalità nella vita di ognuno di noi che opera nelle istituzioni, singolarmente o in gruppo permettendo di rimuovere forme di collusione con l’ingiustizia e respingendo tutte le forme di peccato.

Fissare una priorità è importante perché oggi in Calabria si è attratti dal fascino del potere e contemporaneamente si è facili a minimizzare il male e il malaffare.

Un richiamo alla vita coerente è importante per i Vescovi che, con coraggio, chiedono, nella quotidianità, di lottare contro i mercanti della morte, contro i mafiosi e i detrattori della vita schierandosi a favore degli ultimi e dei bisognosi.

Una nuova cultura della vita per risolvere i problemi e suscitare un serio e coraggioso confronto culturale con tutte le componenti della società calabrese e costruire nuovi modelli alternativi. Per costruire una nuova società più giusta e solidale, ammoniscono i Vescovi, ci si deve interrogare sull’atteggiamento coerente con la nostra fede: si è credenti nelle Chiese; si è credenti nel lavoro, nelle istituzioni e nella società.

Un documento che vale la pena leggerlo perché pone un interrogativo antico sul tentativo di separare la sfera morale da quella politica, o i valori spirituali da quelli umani, che, a mio parere, è un approccio schizofrenico alla vita, che porta solo devastazione alla persona e alla società calabrese in particolare. Sono convinto che i Vescovi della Calabria hanno avuto coraggio e determinazione insistendo su una linea di condotta che impegna il credente a un ragionamento sulla presenza della fede e dei valori morali nella politica e nella società.

I cristiani impegnati nella vita pubblica dovrebbero dare testimonianza pubblica della propria fede ed evitare di vivere due vite parallele: una spirituale e l’altra secolare, dedicata alla partecipazione ad attività sociali, politiche e culturali. E il Papa Benedetto XVI ha esortato spesso i cristiani a perseguire, invece, una piena coerenza tra la loro vita e la loro fede, fornendo così un’eloquente testimonianza della verità del messaggio cristiano.

Una coerenza che troppo spesso manca nella vita pubblica. Speriamo che non passerà come un “Documento” della Conferenza Episcopale Calabra da leggere fugacemente e senza approfondimenti.

Forse sarebbe opportuno che i politici calabresi credenti si spingano a confrontarsi sul tema della collusione, del voto di scambio, sul ricatto politico e sul malaffare partendo da questo documento e rendendolo pubblico annunciando il Vangelo della vita nella nostra terra per un futuro di giustizia e carità.

[Salvatore Barresi]

 

 

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