
BOLOGNA. Divertente, viva e spontanea nella sua semplicità. Essenziale ed intima. Sono alcuni dei modi con cui si può descrivere la serata di giovedì scorso, 5 giugno, in cui si è svolta la presentazione di Né santi né eroi, primo libro di Simone Arminio e Dario Coriale, nella libreria MODO info shop di Bologna.
Viva, la serata di giovedì, lo è stata davvero. Nella piccola e accogliente libreria di Via Mascarella si sono raccolte decine di persone, costrette a stare vicine nella piccola stanza: una specie di salotto che sembra aver abbandonato delle pareti domestiche per trasformarsi in un negozio sui generis.
L’atmosfera resa calda dalle luci soffuse, i divani bassi di pelle marrone usati da davvero troppi anni, di quelli in cui ci si affonda dentro, le pareti decorate naturalmente dalla mano del tempo, il soffitto abbassato da un soppalco di legno e i libri più eclettici o alternativi presenti al momento sul mercato, posizionati negli scaffali intorno a incorniciare il tutto, gli strumenti musicali da un lato e del vino buono offerto dalla Parrilla Vini Cirò, a condire questo quadro di accogliente trasandatezza vintage con una nota di convivialità in più. Una dimensione familiare: più che in una libreria sembra di essere a casa di un amico da cui si va sempre volentieri.
E certo la scenografia fa la sua parte, il resto è affidato alla schiettezza degli autori e degli altri artisti presenti oltre che a quella pubblico che non ha certo mancato di far sentire la sua. All’inizio un tappeto di suoni e rumori ha accompagnato la preparazione.
Poi di punto in bianco i bisbigli, le risate in sottofondo hanno lasciato il posto alla voce dei due attori dell’associazione teatrale Anonima Artisti che hanno iniziato a leggere il primo di due brani della serata, tratto dal racconto “Un’assurda storia”, introducendo piano piano il pubblico all’interno della dimensione di Né santi né eroi: quella in cui l’eroismo non si nasconde dietro a un mantello e non ha superpoteri ma veste solo gli abiti comuni della quotidianità.

Subito dopo lo scrittore bolognese Gianluca Morozzi, autore fra l’altro di “Blackout”, e “l’Emilia o la dura legge della musica” entrambi editi da Guanda, che ha scritto la prefazione di Né santi né eroi, ha introdotto i due scrittori e li ha intervistati.
Una conversazione a tre sulla genesi del libro e sul suo senso, e poi il racconto dei momenti memorabili di questa impresa a quattro mani, fra cui spicca per assurdità il ricordo dell’animata discussione durata un pomeriggio intero sul posto migliore da assegnare ad una virgola all’interno del libro.
Comunicare idee e senzazioni si può fare attraverso una miriade di piccole cose: dettagli quasi impercettibili nella loro banalità, come è con il linguaggio sincretico delle parole dette, di quelle lette e della musica. Dei gesti di chi non sa ancora bene “come si fa in questi casi a non essere emozionati, ma infondo che importa”, la formalità non serve.
Gli attori, a metà della serata, hanno letto un altro brano, tratto stavolta dal racconto “Glu glu paisà”, la storia di un feto che non vuole nascere, con grande apprezzamento del pubblico.
Poi ancora la parola è passata agli autori che hanno scambiato battute con gli altri artisti presenti e con il pubblico, e che hanno infine lasciato spazio al commento musicale del Parto delle Nuvole Pesanti che ha chiuso la serata con due brani strumentali: “Ntriccicapiedi” e “Sirianni”.

Sulle note di un mandolino, dunque, si è conclusa la prima presentazione nazionale di questa piccola produzione letteraria, in cui le origini calabresi degli autori si uniscono a tante esperienze e idee, tingendosi dei mille colori delle cose viste e vissute negli anni, e alla voglia di raccontare ancora.
[Mara Pitari]