Il “dilemma” frivolo dell’abbronzatura fa arrovellare gli eserciti estivi di vacanzieri delle coste adriatiche, gli appassionati del Sud, gli esploratori mediterranei di isole e isolotti, gli instancabili adepti dell’alta montagna e quanti restano in città.
La necessità di cogliere i benefici del sole ma non i suoi possibili effetti nocivi e anche il modo di accostarsi alla crema solare appropriata riguardano, infatti, tutti noi.
Tutti noi, in fondo, siamo un po’ adoratori guardinghi e un po’ amici fraterni del sole.
E tutti noi cerchiamo di leggere, distrattamente o consapevolmente, le avvertenze dei prodotti solari che siamo pronti ad acquistare allo scoccare delle vacanze (si potrebbe parlare, in alcuni casi, di controvacanze ovvero di quelle pause dal lavoro vissute con una sorta di “militarismo turistico forzato” che finisce per soppiantare il ritmo soffice dell’ozio).
Per fare i primi passi nel mondo dei filtri solari e per una prospettazione delle recenti linee guida del Comitato scientifico sui prodotti destinati ai consumatori (Scientific Committee on Consumer Products-SCCP), abbiamo inoltrato alcune domande al prof. Luigi Gagliardi (direttore del reparto di Medicine complementari, naturali e tradizionali. Sicurezza dei prodotti cosmetici. Dipartimento del farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità).
Di che cosa parliamo quando parliamo di «sicurezza chimica» con riferimento ai cosmetici, ai solventi e agli aromatizzanti diffusi nei Paesi dell’Unione europea?
La sicurezza chimica è un concetto correlato con la natura e la qualità degli ingredienti che vengono utilizzati: per esempio una piccola molecola apolare può facilmente penetrare attraverso la cute o delle impurezze presenti in una materia prima possono svolgere un’azione nociva qualora il loro livello superi determinati valori.
L’uso di metodi alternativi alla sperimentazione animale consente impulsi rilevanti nell’ambito della ricerca cosmetologica?
Lo sviluppo di metodi alternativi a quelli della sperimentazione animale ha portato, negli ultimi anni, in vista anche della definitiva proibizione da parte delle normative europee, ad un progresso notevole in molti campi non escluso quello cosmetico. L’abolizione dei test su animali ha anche implementato la sicurezza dei cosmetici consentendo di vedere eventuali effetti nocivi su basi cellulari.
I prodotti destinati all’esposizione solare ad uso cutaneo – prima di essere commercializzati – sono sottoposti a studi basati su «dati di fototossicità»?
Le ultime linee guida sulla valutazione della sicurezza degli ingredienti cosmetici preparate dall’SCCP, organo tecnico che affianca la Commissione Europea, consultabili in rete (http://ec.europa.eu/health/ph_risk/committees/04_sccp/04_sccp_en.htm), prevedono per i filtri solari test di fototossicità, fotosensibilizzazione, fotomutagenicità e fotosclastogenicità.
Tutto ciò non esime dalla necessità di tenere in giusto conto la risposta individuale (eventualmente allergica) che ciascuno può avere alle creme solari…
Risposte individuali sono sempre presenti nell’impatto di una sostanza chimica con organismi viventi pertanto un ingrediente od un formulato valutato come sicuro potrebbe in alcuni individui per idiosincrasia o per il concomitante utilizzo di farmaci o di alimenti produrre effetti avversi. Lo studio a posteriori delle segnalazioni di cosmeticovigilanza contribuisce a fare chiarezza su questa problematica e qualora si identifichino meccanismi del genere con una frequenza non eccezionale è compito delle autorità sanitarie intervenire per rivedere la valutazione di tale ingrediente o formulato.
Quanti tipi di filtri solari possono essere utilizzati per la preparazione di prodotti volti alla protezione della pelle nel corso delle esposizioni ai raggi del sole?
I filtri solari utilizzabili per la formulazione di un cosmetico per la protezione solare sono 28 e vengono riportati nell’Allegato V, sezione seconda, parte prima della Legge 11 ottobre 1986, n. 713, unitamente ai livelli massimi impiegabili ed a eventuali avvertenze. Questo elenco viene di continuo rivalutato, alla luce delle conoscenze tecniche, per garantire la sicurezza dei consumatori.

Che cos’è l’oxybenzone? E in che misura questo filtro può essere incluso nella composizione di prodotti solari?
L’oxybenzone o benzophenone-3 è un filtro solare della classe dei benzofenoni come il benzophenone-4 ed il benzophenone-5. Tutte queste sostanze sono riportate nella lista dei filtri UV autorizzati in Europa ed in particolare per l’oxybenzone è obbligatorio riportarne la presenza tra gli ingredienti nelle avvertenze. Come filtro è consentito il suo uso fino al 10% in peso del formulato. Viene anche impiegato in molti cosmetici, ma a basse concentrazioni, come fotoprotettore con lo scopo di proteggere dall’azione della luce ingredienti fotosensibili.
L’oxybenzone presenta caratteristiche chimiche preferibili rispetto ad altre categorie di filtri solari?
Premettendo che non esiste un filtro ideale per proteggere dalle radiazioni la cute è sempre bene utilizzare contemporaneamente in un formulato più filtri UV con lo scopo di offrire la migliore protezione dalle radiazioni UV A e B. L’oxybenzone presenta una attività protettiva sia contro le radiazioni UV A che B ed è stato uno dei primi filtri a presentare questa caratteristica, cosa che ha giovato molto alla sua popolarità.
La posizione della medicina alternativa appare compatta nel segnalare la potenziale dannosità dell’oxybenzone. Qual è la posizione della medicina ufficiale di fronte a questo tipo di filtro utilizzato dall’industria farmaceutica e cosmetica?
Attualmente presso l’SCCP è in corso di rivalutazione la posizione dell’oxybenzone e nelle conclusioni di un primo lavoro presentato nel 2006 (Scientific Committee on Consumer Products opinion on: benzophenone-3 COLIPA N° S38. Adopted by the SCCP during the 10th plenary meeting of 19 December 2006) si richiedono all’industria cosmetica ulteriori dati sul suo assorbimento cutaneo, pertanto chiunque sia in possesso di informazioni scientifiche su tale sostanza può sottoporle a questo organo per consentire un’ampia ed indipendente valutazione.
[Francesca Melania Monizzi]
[27.07.2008]
immagini: 1) disegno ispirato al celebre manifesto dell'azienda di prodotti cosmetici Coppertone 2. castello degli Aragona XV secolo, Isola di Capo Rizzuto (Crotone) loc. le Castella.