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GMG 2008 occasione per un cattolicesimo purificato


Giornata Mondiale della Gioventù -Sydney 2008 logoDon Luca Greco, 30 anni da 5 Prete e Parroco in un piccolo Comune del crotonese in Calabria, cresciuto con i Gesuiti a Roma, specializzato in catechetica e pastorale giovanile è uno dei tanti sacerdoti italiani che hanno vissuto l’esperienza della GMG Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney in Australia. 

Don Luca è andato in Australia con i giovani della Pastorale Giovanile di Crotone, di cui è Direttore, e con i giovani adulti dell’Azione Cattolica come Assistente diocesano.

Con lui abbiamo tracciato tre tratti dell’esperienza della GMG 2008: una esperienza religiosa, una spirituale e una sociale.

D. Qual è stato il tratto religioso di questa esperienza comunionale?

R. Tutti i momenti vissuti intensamente in Australia sono stati coinvolgenti e pieni emotività caratterizzati dal posto e dall’utilizzo della musica e dell’arte che hanno spinto a pregare e vivere il tratto religioso senza spettacolarità e senza folclore. Nessuna esagerazione umana neanche durante la ‘Via Crucis’ che ci ha visti attraversare Sydney con una forza e con una gioia immensa; un essere presente al mistero di Cristo. Ho vissuto tante Via Crucis nella mia vita, ma questa è stata speciale perché eravamo tutti coinvolti spiritualmente in un unico dolore e in un'unica gioia del Cristo Risorto.

D. La GMG 2008 è stata un esercizio spirituale caratterizzante. Come è stata vissuta da un giovane prete impegnato nella Pastorale Giovanile?

R. Innanzitutto precisiamo che la GMG non è un campo scuola, né un momento di aggregazione giovanile ma una esperienza unica di confermazione nella fede e nella comunione del Santo Padre verso tutti i giovani cattolici del mondo.

L’esperienza spirituale è stata importante per la mia missione e soprattutto a rafforzamento della vocazione sacerdotale. Sono convinto che è stata non una comunione affettiva ma effettiva attorno a Gesù Cristo nella Chiesa universale. Ho avuto un sentimento che si è diffuso in tutto il periodo trascorso a Sydney, quello di sentirmi amato dal Signore così come sono ed essere confermato nel ministero per e con gli altri.

L’esperienza spirituale ci ha visti carichi nel momento di preghiera in cui il Cardinale Ryilko ha gridato, in nome di Gesù, che alla Chiesa sta a cuore la fede dei giovani.

La preghiera e le catechesi ci hanno accompagnato in tutta l’esperienza GMG e lo Spirito aleggiava su di noi, anche e soprattutto quando abbiamo pregato con i giovani di altre Confessioni desiderando l’unità e la comunione con i fratelli ebrei e musulmani.

D. La GMG è un evento mondiale che coinvolge i mass media del globo. Quanto condizionamento c’è nel partecipare a questo evento da parte dei giovani?

R. Nessuno. I giovani preparano questo evento in maniera personale e comunionale partendo dalla Parrocchia e, insieme alle varie pastorali diocesane, si mettono in ascolto vivendo il tempo di preparazione come un tempo per prendere ‘olio’ come la parabola delle vergini. 

Ha detto bene il Card. Ryilko che la GMG non è una eredità di Giovanni Paolo II ma una realtà della Chiesa Cattolica che non spinge i giovani a vivere un evento, ma li rende cellula viva dell’evento stesso. I giovani della GMG sono l’evento.

Ecco che l’esperienza religiosa della GMG 2008 è stata importante nell’immagine rimasta ancora viva della Veglia, nelle Cresime che il Santo Padre Papa Benedetto XVI ha fatto a tanti giovani di tutto il mondo. Il momento religioso più importante è stato dopo l’effusione dello Spirito Santo.

Ho ancora vivo negli occhi i colori delle nazioni che diventavano un tutt’uno; non c’era più il giovane italiano e quello americano, non c’era più diversità. Eravamo diventati un unico popolo senza distinzione. Il nostro volto risplendeva di amore.

D. Il terzo tratto è quello sociale. Avete vissuto in un altro Continente per quasi un mese, cosa vi ha colpito del popolo australiano?

R. L’Australia è un Paese da vivere e non da visitare. Noi siamo rimasti lì anche la settimana dopo il termine della GMG ed abbiamo potuto riflettere su tutti gli aspetti dell’evento. In primis abbiamo notato e vissuto la loro ospitalità e l’organizzazione premurosa per facilitarci l’esperienza religiosa  e spirituale. Non è stato così con le altre GMG. L’ordine era la struttura principale dell’accoglienza per vivere con l’altro non l’evento ma la comunione. Altro particolare che abbiamo vissuto è stato quello della ‘regola’ legata alla ‘fiducia’ senza tenere conto della punizione. Cioè, controllavano ognuno di noi più volte la giorno meticolosamente, ma nello stesso tempo si fidavano di noi.

D. Quanti eravate della Calabria alla GMG 2008?

R. Quelli provenienti dalle Diocesi della Calabria facenti parte della Pastorale Giovanile eravamo 21. Lì però abbiamo incontrato tanti giovani calabresi arrivati a Sydney con i gruppi e movimenti come l’Opus Dei, i Focolarini, il Rinnovamento nello Spirito e i Neocatecumenali. Erano tanti.

D. Dopo Sydney siete rimasti un’altra settimana a Melbourne, perché?

R. Abbiamo fatto un gemellaggio con le famiglie italiane calabresi di Melbourne per testimoniare la nostra esperienza di Cristo con i giovani australiani.

D. Qual è stata la differenza tra il vivere Cristo in Australia rispetto all’Italia?

R. Sicuramente nessuna. Ma forse qualche carattere distintivo persiste. Per esempio la loro realtà è più coesa della nostra ed è caratterizzata da attività educative cristiane che li accompagnano per tutta la vita. Un figlio cattolico frequenta una scuola cattolica, anche se interagisce con tutta la comunità sociale dove vive. Insomma, una attività educativa legata alla fede nella vita. Dalla mia esperienza ho notato che le famiglie italiane emigrate, oggi alla terza generazione, sono uniti nella diversità e fanno comunione con tutti; vivono da italiani sentendosi australiani. Questo, per esempio, alla GMG in Germania non l’ho notato, anzi il contrario.      

D. Quale segno ha lasciato la GMG 2008 nella tua vita?

R. Intanto aver incontrato Cristo nell’altro facendo comunione e fortificando la mia fede. La comunione significa cedere su qualcosa per il bene dell’altro, convinto che l’altro è anch’esso portatore di verità. Ho sentito la chiamata. Misurare la vita di fede per quello in cui credo effettivamente, cioè la mia vita concreta nel quotidiano. Sono stato alla GMG in Francia, Germania e a Roma ma non volevo rimanere. In Australia volevo rimanere perché ho percepito che lì c’è un modo nuovo di trasmettere la fede. Però, poi pensi che nella tua terra, dove il Signore ti ha chiamato a svolgere il ministero, puoi dare quanto ti è stato consegnato alla GMG e farlo fruttificare.

D. Ci può dire una cosa negativa della GMG 2008?

R. Sicuramente il cibo. Anche se nel contesto positivo in cui vivi quei giorni non ti accorgi che mangi male e sempre le stesse cose. Anche questo è stato offerto al Signore come sacrificio per tutti i giovani lontani e in difficoltà.

D. Una cosa fuori dal contesto che l’ha colpita.

R. Aver avuto una occasione di confronto con un cattolicesimo purificato...

[Salvatore Barresi]




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