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Saturnino Peri, un vescovo scomodo


Una iniziativa per solennizzare il primo centenario dell'ingresso nella Diocesi di Crotone di mons. Saturnino Peri, arrivato dalla Sardegna alla città pitagorica il 30 novembre 1909. Vorrebbe organizzarla l'Ufficio stampa diocesano diretto da mons. Pietro Pontieri.

La necessità di ricordare questo santo Vescovo sembra essere collegato, fra le altre cose,  al fatto che gli undici anni trascorsi dal Prelato a Crotone furono gravosi e pieni di mortificazioni.

Mons. Peri, infatti, fu incompreso dai notabili della città e dallo stesso clero diocesano tanto da venire addirittura schiaffeggiato nei pressi di piazza Duomo.

Allo stesso vescovo, mons. Pietro Pontieri  ha dedicato l'ultima fatica letteraria intitolata "Saturnino Peri un vescovo incompreso (1909, 1920)"

Questa pubblicazione rappresenta una parziale quanto utile ristampa dei "tentativi di rinnovamento nelle diocesi del Crotonese" con lo scopo di presentare alla contemporaneità il Vescovo sardo ed il suo desiderio di rinnovamento di una Diocesi che, ai suoi vari livelli, non ha accettato ed accolto il programma episcopale di mons. Peri che tanto bene avrebbe potuto farvi. Come spiega lo stesso mons. Pietro Pontieri, la sua figura di mons. Peri "è stata rimossa dalla coscienza ecclesiale e collettiva, forse per un senso di colpa che ha gravato si chi per oltre un decennio ha messo a dura prova la tempra di questo vescovo, sino allo schiaffo nel vicoletto adiacente al Duomo, all'accusa di antipatriottismo, alle calunnie, alle resistenze da parte del clero e del laicato e della classe politica del tempo".

L' ambiente religioso che lo stesso mons. Peri aveva trovato a Crotone non era dei più felici. E' lo stesso vescovo sardo a descriverlo in una propria relazione Ad limina evidenzia per i sacerdoti che fra di loro "sono pochi quelli che, secondo la pubblica opinione, sono di vita integra. Sono, in vero, 5 quelli che negli ultimi 15 anni hanno abbandonato il sacerdozio. Di questi,  tre  hanno emendato la propria vita ma vivono fuori dalla diocesi".

Per gli altri sacerdoti il vescovo lamentava sia la povertà dottrinale e sia il fatto di averli trovati divisi in due fazioni contrapposte. Per quanto riguardava il laicato, lo stesso Prelato evidenziava come "abbondano ancora fornicazioni, adulteri, per il cattivo esempio dei nobili" e che "rimane la bestemmia contro Dio, la beata Vergine, contro i Santi. Ragione diretta dell'ignoranza religiosa - scriveva il Prelato - è la degradazione morale. Quindi la vendetta è sacra, il furto un diritto, la violazione del talamo altrui una prodezza, lo spergiuro in giudizio un legittimo  mezzo di difesa".

In tale situazione l'impegno maggiore di mons. Peri pare essere quella relativa all'educazione delle nuove generazioni, con la richiesta di aiuto purtroppo inascoltata rivolta ai Salesiani ed ad altri Ordini religiosi.

L'auspicio di mons. Pontieri è che, a distanza di decenni, la Chiesa crotonese sappia guardare con onestà a quelle pagine della propria storia, per rivalutare l'operato di un Prelato che se non fosse stato contrastato tanto bene avrebbe potuto fare, grazie ai suoi tentativi di rinnovamento collegati, principalmente, all'impegno degli oratori per i giovani, i gruppi associativi, la pastorale scolastica.

[Francesco Rizza]

[12.12.2008]




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