
"Un mondo molto eterogeneo, frammentato sebbene numericamente consistente e caratterizzato da una scarsa collaborazione, tra le associazioni. Ma anche un mondo ricco di contraddizioni e di elementi di forte dipendenza economica, specie dalle istituzioni politiche".
E' questa a grandi linee la fotografia scattata all'universo crotonese del volontariato e del terzo settore, dalla ricerca condotta ed elaborata dal professor Pietro Fantozzi.
Il docente di sociologia dei fenomeni politici presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università della Calabria, nonché direttore del Dipartimento di Sociologia e Scienza politica, assieme ad un gruppo di collaboratori, ha raccolto dati per oltre due anni, in un lavoro di ricerca commissionatogli dal CSV Aurora di Crotone.
Al termine di questo lavoro è stato disegnato un quadro del volontariato nel crotonese. La ricerca è stata presentata dal CSV Aurora di Crotone con la stesura di un libro.
Ben 110 pagine che tracciano uno spaccato dell'associazionismo territoriale. L'équipe ha lavorato sottoponendo un articolato questionario a tutte le 160 associazioni presenti nella provincia di Crotone fino al 2005. Operando dunque su un campione provinciale che in linea di principio è più affidabile perché riferito ad un territorio specifico.
Il questionario è stato composto da sette sezioni: dati anagrafici essenziali; origine e attività delle associazioni, dimensioni organizzative ed economiche; analisi dei bisogni associativi, numeri di persone impegnate nelle attività dell'associazione; beneficiari delle attività; rapporti con il contesto locale (vale a dire territorio, altre associazioni, Enti pubblici)".
Analizzando i dati principali del testo si evidenzia come oltre il 60 % delle associazioni del crotonese siano nate negli ultimi nove anni. Pochissime sono quelle nate con più di vent'anni di attività alle spalle.
Questo vuol dire associazioni "molto giovani", con poca esperienza e perciò ancora poco radicate nel territorio. Il bisogno più pressante è, invece, di tipo economico: per il loro sostentamento le associazioni chiedono sostegno economico ad Enti e istituzioni. Anche sotto il profilo logistico il terzo settore manifesta carenze con la mancanza di una sede o di spazi adeguati in cui svolgere le proprie attività, ma anche una notevole difficoltà di reperire personale volontario.
Un altro dato interessante che emerge nella ricerca curata dal prof. Pietro Fantozzi riguarda la presenza molto limitata di realtà educative, sportive e ambientali: realtà che altrove, dove il terzo settore è più radicato, sono invece numerosissime. Un aspetto positivo è invece legato alla richiesta, molto forte, di formazione.
Le associazioni manifestano il bisogno di una formazione più continua, fatta di esperienze pratiche piuttosto che di teoria; tutto a segnalare una crescita nella qualità del volontariato.
Sotto profilo numerico, invece, nel crotonese i volontari sono moltissimi: 6446 persone che , in una provincia così piccola, costituiscono una percentuale non irrilevante della popolazione. Un piccolo esercito che però appare incapace di lavorare a quanto pare in gruppo: perché qui la collaborazione tra le associazioni risulta essere praticamente inesistente.
L'azione associativa non è cooperativa e per questo è forse il punto di debolezza peggiore. Il quadro della ricerca allora prende corpo e descrive un volontariato ed un terzo settore giovane ma in perenne crisi economica, assetato di formazione ma poco capace di cooperare. Emerge dunque un mondo estremamente vario, molto vivace, ma poco ordinato, caratterizzato da un certo tipo di confusione che è tipica delle situazioni in evoluzione.
Un mondo destinato a crescere e potenzialmente valido, a patto che si riesca a regolamentarlo correttamente, magari stimolando la cooperazione tra le associazioni. Ed in un quadro come questo il CSV può avere un ruolo determinante. La ricerca è distribuita gratuitamente dal CSV Aurora di Crotone.
[Giovanni Le Rose]
[15.12.2008]