La nostalgia, si sa, può diventare un ingannevole filtro della realtà.
Ma ciò che potrebbe apparire un velo, di tanto in tanto, può trasformarsi in una costruttiva spinta a carrellare le cose. E, soprattutto, a passare in rassegna quel che resta della politica di sinistra…
Anche un libro può diventare un giro di boa per iniziare a ripensare la sinistra, e per iniziare a ridare un senso al vivere in comune «senza retorica e senza la retorica del cinismo».
Il volume Questo terribile intricato mondo. Racconti politici (Einaudi, pp. 250) propone una raccolta di scritti di Walter Siti, Rosetta Loy, Ascanio Celestini, Alberto Asor Rosa, Stefano Bartezzaghi, Antonio Pascale, Paolo Di Stefano, Sebastiano Vassalli, Eraldo Affinati, Michela Murgia, Diego De Silva, Marcello Fois. Si tratta di brani lucidi – con il titolo contrassegnato da una nota frase di Enrico Berlinguer – da leggere, e da “saper leggere”… Essi finiscono per affidare la politica al linguaggio della letteratura e, attraverso la forza della scrittura, ci fanno recuperare pezzi d’identità. E ci fanno “credere” che fare politica non si riduce soltanto a occupare poltrone nei cosiddetti palazzi.
Così, leggendo questo libro, la memoria si riallaccia anche al 1984, l’anno in cui una certa Sinistra iniziava a scricchiolare.
[Caspia]