E’ stato presentato venerdì 28 maggio a Catanzaro, il primo rapporto SVIMEZ sulla società e sull’economia della Calabria..
Ciò è stato possibile grazie alla convezione triennale 2007-2009 tra la Regione Calabria per il tramite dell’assessorato al Bilancio e il Presidente della SVIMEZ, recante la volontà di realizzare una serie organica di studi sul sistema socio economico Calabrese e valutare l’attività di governo.
Un'opera complessa che tocca tutti gli aspetti della socio economia calabrese, un documento ricco che si articola in oltre 300 pagine di approfondimenti, analisi ed evidenze utili per comprendere il presente ed il prossimo futuro della nostra amata terra.
E’ la prima regione, la Calabria, ad avere un rapporto sull’economia tutto suo, un impegno non indifferente, visto la meticolosità con cui la SVIMEZ da oltre 60 anni realizza i propri studi.
La SVIMEZ - Associazione per lo sviluppo ell'industria nel Mezzogiorno -è un ente privato senza fini di lucro con sede a Roma nato nel 1946. Lo scopo dell’Associazione è lo studio dell’economia del Mezzogiorno, finalizzato ad aiutare gli enti locali meridionali ad individuare ed a realizzare concreti programmi di sviluppo economico.
Grazie a questo nuovo strumento la società calabrese è stata fotografata nei minimi dettagli, da esso emergono molti punti di forza su cui basare lo sviluppo e allo stesso tempo le debolezze e le storture da correggere. Un punto di riflessione importante.

Una regione che studia con un alto tasso di rendimento di capitale umano rispetto alle regioni meridionali e in alcuni casi al resto d’Italia: il tasso di scolarità nella scuola secondaria superiore è circa del 98% rispetto ad una media nazionale del 95 % ; il tasso di iscrizione dei diplomati all’università è pari al 48% rispetto ad una media nazionale del 41,5% (dati 2007/2008).
Raddoppiato anche il numero dei laureati, 13.800 nel 2007 rispetto ai 5.800 del 2001.
Allo stesso tempo emerge l’incapacità di utilizzare queste risorse sul proprio territorio, il basso tasso di investimento in ricerca e sviluppo che si attesta allo 0,42% del Pil calabrese (dato ancor più preoccupante visto che in livello assoluto il pil calabro è tra i più bassi d’Italia) , inferiore al dato della media nazionale che è pari all’ 1,14% e allo 0,88% della media meridionale.
Ciò fa si che ogni anno circa 20.000 persone si spostino verso nord alla ricerca di un occupazione, di cui 12.000 circa temporaneamente e 8.000 definitivamente. Un grave danno per il nostro tessuto produttivo che si depaupera delle migliori risorse umane. Anche se studiare aumenta la possibilità di trovare una occupazione, in media il 64,5% dei laureati lavora contro il 47% dei diplomati (dato medio di nostra elaborazione su dati SVIMEZ –ISTAT 2008).
Un sistema industriale pressoché inesistente con una quota di peso pari allo 0,02% nel panorama nazionale, un dato che fa pensare e. Tutto ciò si ripercuote sulla possibilità di trovare un lavoro remunerativo, oggi il pil procapite di un calabrese è pari al 55% di un concittadino del Nord Italia.
Tanti altri aspetti sono toccati, dall’importanza della spesa pubblica alla filiera agricola specializzata; famiglia e rischio povertà; sistemi di trasporto e infrastrutturazione ed altro . Un opera che ogni calabrese dovrebbe un poco conoscere per capire meglio la propria terra ed aiutarla nel suo percorso verso lo sviluppo.
[Salvatore Pace]
[24.06.2009]
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