
Preoccupanti i primi dati economici che emergono sulla stagione estiva appena conclusa; non testimoniano nulla di buono, anzi confermano che la crisi c’è.
In Italia bene o male tutte le regioni hanno accusato il colpo, con eccezione di alcune quali Liguria e Puglia che non solo tengono ma registrano un aumento delle presenze rispetto al 2008.
L’area che più ha sofferto sembra essere il Mezzogiorno, dove la flessione media delle presenze è stata del 15% nonostante l’aumento della competitività registrata dal calo dei prezzi dei servizi turistici quali alberghi e ristoranti.
Peggiore è il dato sui fatturati, che registra una diminuzione del il 20%. In particolare in Campania il giro d’affari turistico, fa segnare un -25% con una forte contrazione anche nei centri più rinomati, penalizzata da un mare meno curato e più sporco degli anni precedenti. La Puglia è l’unica regione meridionale, a registrare un incremento tra il 7 e il 10%.
La Calabria, a vedere i primi dati sembra seguire il trend negativo, calo delle presenze, del fatturato ed erosione dei redditi degli operatori.
L'Unione Nazionale Consumatori snocciola alcuni dati interssanti: degli oltre 5 mila posti letto disponibili nei 400 agriturismi calabresi, che offrono alloggio, sono stati mediamente occupati il 35% dei posti letto (intorno al 40% nel 2008) a luglio e il 70% circa ad agosto, bene solo i giorni di ferragosto. La durata media dei soggiorni e' stata per luglio di circa 4 pernottamenti (in diminuzione rispetto al 2008), cosi' come e' diminuita anche per agosto 5-6 giorni, molte e in preoccupante aumento le richieste di pernottamento all'ultimo minuto e per sole 2 o 3 notti. In calo gli stranieri (- 8/10%), in flessione anche l'agricampeggio (- 5%) e la ristorazione agrituristica (- 10%). Con un aumento delle vacanze mordi e fuggi. Con un calo totale dei fatturati calcolato tra il 15 – 20 %.
Merito della crisi, che colpisce sempre più un mondo del lavoro così lontano dalla finanza.
[Salvatore M. Pace]
[26.09.2009]