
L’andamento frenetico della rassegna Più libri più liberi, giunta alla sua 8ª edizione, ha appena detto stop.
La Fiera nazionale della piccola e media editoria – che si è svolta fra il 5 e l’8 dicembre 2009 a Roma nelle sale del palazzo dei Congressi all’Eur – inizia a fare i suoi bilanci: oltre 55.000 visitatori è il dato ufficiale da record reso noto, nelle ultime ore, dall’ufficio stampa dell’Aie (Associazione italiana editori). E tanti sono i numeri che fanno fare festa agli organizzatori dell’evento prenatalizio nazionale dedicato ai volumi dei piccoli e medi editori.
Anche noi stiliamo un primo microbilancio dell’ottava Fiera nazionale della piccola e media editoria, microbilancio perché ha il sapore della scelta, di quell’abitudine quasi intima ad attardarsi sulla novità editoriale che ci ha detto qualcosa di più, nel vortice dei circa 400 stand dell’ottava edizione di Più libri più liberi. È una sintonia editoriale che abbiamo avuto la fortuna di annotare sotto le luci dello stand targato dalla casa editrice Laruffa di Reggio Calabria e che si annida tra le pagine di Un carcere nel pallone di Francesco Ceniti (presentazione di Candido Cannavò, Laruffa Editore, pp. 224).
Si tratta di un libro – terzo classificato al Premio Bancarella Sport 2009 – che, fin dalle prime pagine, inizia a intrecciare passione narrativa, attenzione giornalistica e partecipazione emotiva, per raccontare la storia del Free Opera, la squadra di calcio composta da detenuti e iscritta a un regolare campionato dilettantistico, che l’autore guarda dall’interno della casa circondariale di Opera, un paese della periferia sud di Milano.
Francesco Ceniti è nato a Roma, ma è cresciuto in Calabria; attualmente vive a Milano, è giornalista professionista e lavora per la Gazzetta dello sport. In questo libro-resoconto, Ceniti concentra la sua esperienza di allenamento con la squadra del Free Opera vissuta, in prima persona e giorno dopo giorno, davanti a un pallone. Che fa anche da raccordo con il mondo esterno per trenta detenuti.
Mettere in gioco su queste linee umane e all’interno di spazi chiusi – come quelli carcerari dove il rispetto dei diritti umani è messo continuamente in forse – la propria penna significa esser-ci, al di là delle possibili vanità d’inchiostro, sia come autore che come politica editoriale di una casa editrice. Ed è proprio per questo motivo che il nostro libro elettivo dell’ottava edizione di Più libri più liberi è Un carcere nel pallone di Francesco Ceniti.
[Francesca Melania Monizzi]
[10.12.2009]
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