
Giornata di dibattito nei giorni scorsi, all’Università della Calabria e al Castello ducale di Corigliano Calabro. L’istituto di ricerca Artes/Strumenti per l’innovazione e la Fondazione Rubbettino hanno presentato “E anche questa è America” di Oscar Bartoli (giornalista che lavora a Washington) e “Democrazia e sviluppo: tra liberismo sconfitto e statalismo, quali modelli di democrazia?” di Lucio Avagliano (ordinario di Storia economica americana presso l'Università di Salerno).
Nella mattinata, a Cosenza (del momento a Corigliano abbiamo già scritto in precedenza) studenti, docenti e cittadini hanno avuto la possibilità di incontrare l’autore grazie al momento promosso da Artes / Strumenti per l’innovazione e Fondazione Rubbettino Cosenza. Non una presentazione tradizionale, ma l’occasione per fare il punto su Italia, America ed Europa, riflettere criticamente sui vizi di casa nostra e soffermarsi sull’importanza di valorizzare il talento e il merito. Oltre a Oscar Bartoli, sono intervenuti Lilia Infelise (Presidente Artes) e Giacinto Marra (segretario generale Rubbettino).
Giacinto Marra ha salutato i presenti e il rettore dell’Università della Calabria. Il segretario generale di Rubbettino ha ricordato che la Fondazione è nata tredici anni fa dall’impegno congiunto della casa editrice e dell’Amministrazione provinciale di Cosenza per promuovere il libro e la cultura attraverso eventi come quello di oggi.

« Ancora una volta Artes promuove un’iniziativa per parlare in modo alto ma non astratto dei problemi che ci riguardano e che riguardano, in modo particolare, i giovani- ha esordito Lilia Infelise - in questo modo perseguiamo una linea che vuole fare di Cosenza un centro europeo dell’apprendimento lungo tutta una vita».
L’economista calabrese ha ripercorso il volume di Bartoli che, a sua detta, si legge con scorrevolezza e induce a soffermarsi sulle storie raccontate, a farle proprie per trarne spunti di riflessione: « Dalle storie raccontate nella prima parte del libro emerge che, in Italia, i giovani, se non appartengono alle aree forti, trovano mille ostacoli. L’America, invece, è un ambiente scevro di prevaricazioni in cui il soggetto percepisce che, per guadagnarsi il rispetto, non è necessario appartenere a qualcosa o qualcuno. Grazie al mio lavoro, ho incontrato parecchi giovani italiani: studiano, sono in gamba, ma non conoscono le lingue e non hanno fatto esperienze all’estero. In America si incontra quella che uno dei personaggi del libro chiama la realtà della pratica».
Lilia Infelise condivide con i presenti alcune delle domande suscitate dalla lettura del libro: è possibile cambiare rotta nel nostro Paese? L’Europa può offrire un’opportunità in più? Riusciamo a dare un maggiore sostegno alla creazione di imprese giovani e innovatrici?
L’intervento di Oscar Bartoli si muove tra Italia e America. Se nello Stivale è normale copiare, mentire e trovare scorciatoie per arrivare in alto, negli States, contano il merito e la competizione e chi scopre qualcuno barare è autorizzato a denunciarlo. Il giornalista che vive e lavora a Washington inanella storie e aneddoti collegati da un filo conduttore: la possibilità, data dall’America, di far conoscere le proprie idee e realizzare i propri progetti anche se non si hanno i mezzi economici. L’America è il migliore dei mondi possibili? Niente affatto: è un mondo con molte ombre che, però, dà la possibilità di diventare cittadini di serie A.

Il volume di Bartoli si compone di tre parti. Nella prima vengono raccontate le storie di due giovani che sono riusciti a superare gli ostacoli e a realizzarsi in America. La seconda raccoglie le interviste fatte a personaggi italiani e americani che si sono affermati nel loro campo professionale. Nella terza vengono proposti gli interventi fatti da Bartoli sui canali di Radio Rai a partire dal 1999.
[Re.AL]
[04.02.2010]
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