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Quattro fratelli una unica passione: la musica!


scandale

Sorprende trovare un’intera famiglia i cui membri hanno la passione per la musica, ma ancora di più stupisce, quando tutti sono svisceratamente innamorati per le percussioni. Stiamo parlando di quattro fratelli di Scandale (Crotone): Ippolito, Fedele, Francesco e Salvatore, ognuno dei quali conosce personalmente e studia uno strumento, ma loro sono accomunati da un gene che spinge già dalla tenera età ad acquisire i tempi per battere sui tamburi mediante cui sprigionano fantastici ritmi che vanno dal classico al latino-americano in genere, ma soprattutto da quelli afro-brasiliano.

Cominciamo da Francesco, terzultimo dei quattro che nel 1997 all’età d’otto anni approdò nel Corpo bandistico “ Gaudiosi di Maria “ di Scandale con l’assegnazione da parte del primo maestro della banda di uno strumento a fiato, la tromba, con la quale iniziò il suo percorso musicale fino a quando subentrò alla guida dell’ organizzazione il maestro Francesco Pignataro che intuì presto di fargli iniziare i corsi con le percussioni.

A Francesco fu assegnata prima la grancassa e poi il rullante per le sfilate, strumenti particolari che vanno adoperati solo se una persona ne ha le doti naturali, mentre per i concerti il ragazzo iniziò a sbizzarrirsi con la batteria, coadiuvato a casa dalle lezioni del fratello maggiore Ippolito.

D’altra parte, i fratelli come non possono non avere la passione per la batteria se in casa sono attorniati da tutto ciò che riguarda le percussioni, sulla parete è appeso il poster ricordo di zio Fedele che batteva su una batteria degli anni 70”, la stessa che lasciò dopo la sua dipartita, sistemata poi nel salotto di casa. In ogni vano, quasi dappertutto: charleston, rullanti, tamburi e tamburelli e microstrumenti da percussioni in ogni angolo domestico, molti dei quali usati come sopramobili.

In quelle stanze ha imparato il fratello più grande, Ippolito, il quale appena maggiorenne fondò un gruppo con i tre congiunti ed alcuni amici che lo denominò per l’appunto: “ Ippolito percussion group “ col quale si esibirono nelle diverse estati scandalesi. Attraverso le loro performance nelle piazze ottenevano grande successo anche fra coloro i quali si cimentavano per la prima volta ad ascoltare ritmi afro-brasiliani.

Oggi Ippolito fa parte di un gruppo del noto maestro Stefano Rossini di Roma che insieme gira gran parte dell’Italia facendo conoscere un vasto repertorio contenenti brani di grandi autori della musica popolare Brasiliana, brani realizzati solo ed esclusivamente con strumenti a percussioni.

Non di meno è il secondo fratello Fedele che pure lui è stato membro della banda musicale, imparò il flicorno baritono e il trombone, ma nel suo DNA c’è anche la batteria, oggi fa parte del famoso gruppo di Danilo Montenegro.

L’ultimo dei fratelli è Salvatore, il quale anche lui fa parte della banda locale suona il clarinetto, ma in se c’è la passione per le percussioni che germoglia giorno per giorno.

Capita sovente che i tre fratelli si esibiscono insieme a Roma nel gruppo di Rossini, quanto prima anche Salvatore potrà approdare nel famoso gruppo, così saranno poi quattro membri di una famiglia che potrebbero sfondare nel campo della musica e soprattutto nel mondo delle percussioni i cui ritmi afro-brasiliani assumono sempre di più importanza e  fanno passi di gigante soprattutto nel centro-nord Italia.

Da dove viene questa passione per le percussioni? Da suo nonno Ippolito, già membro della vecchia banda di Scandale negli anni 50” ?  O da zio Gino, che pur non essendo musicista è grande appassionato e fondatore della “ Gaudiosi di Maria”, forse dagli zii materni suonatori di chitarra. Di sicuro c'è un gene che cammina fra le generazioni, la musica è infatti diffusa anche fra i cugini della famiglia Pingitore, ma la passione per le percussioni, non c’è ombra di dubbio arrivano dal suo defunto zio Fedele primo batterista di questo paese.

Il padre Martino non ha mai frequentato la musica, erano altri tempi, però anche in lui c’è una gran passione, non per la batteria, ma per la chitarra. Nei momenti di spensieratezza Martino la strimpella, fa poche note, ma tuttavia è capace di far uscire belle melodie e brani,  da solista è in grado di offrire momenti piacevoli e rilassanti davanti al focolare domestico.

Nessuno ferma il percussionista Francesco che si muove come un orologio, cammina con lo stesso ritmo senza che nessuno possa fermarlo: casa, lavoro, studio e periodiche esibizioni, dalla banda al complesso, dalla musica leggera alla classica o al napoletano, dai semplici ritmi delle percussioni agli affascinanti afro-brasiliani.

Fino all’anno 2009 è stato componente stabile della banda con la quale si è esibito anche in appuntamenti importanti come l’esibizione in Città del Vaticano accanto a sua santità Giovanni Paolo II, alla Maratona Internazionale delle bande a Praga, al concorso internazionale nella città di Santa Susanna in Spagna e nelle manifestazioni  tenute nella città di Reggio Calabria, periodicamente ha più volte seguito il fratello Ippolito nei concerti in giro per l’Italia.

A Francesco è venuta quasi ad un tratto anche la passione per la chitarra, questo è ancor di più sorprendente, ma come mai...? Sarà stato lo strimpellare di papà? Beh, sicuramente ha influito poco o niente, sarà perchè Francesco oltre a frequentare la banda, da piccolo, ha seguito la musica del bravo Gianni Carvelli che nel suo salone di parrucchiere, dove egli sempre frequentava, si trascorrevano momenti belli, ricreativi e non mancava il tempo per canticchiare e fare uso della chitarra. Francesco da bambino ha seguito Gianni, il quale è anche parente di famiglia, oggi lo aiuta alle lezioni di percussioni presso l’associazione di cui presiede.

Sta comunque, di fatto, che Francesco pur avendo iniziato da pochissimo tempo, forse appena due anni, è andato oltre la passione della batteria di cui per lui è lo strumento naturale. A settembre dello scorso anno ha superato brillantemente gli esami d’ammissione al Conservatorio Musicale di Cosenza, una gran soddisfazione per un “maestrino” di percussioni che avvia gli studi della chitarra, stupisce e sorprende chi lo conosce in quanto batteria e chitarra sono due strumenti diversi.

Il tempo, la costanza, la puntualità, la sua perseverante presenza in banda alla fine ha dato tanto. Un ragazzo cresciuto in ambienti sani, quali la famiglia, i luoghi di cultura e d’aggregazione alla fine ricompensano. In questi anni anche nella banda non è mancato l’impegno costante, gli insegnamenti dottrinali e di vita del bravo maestro Francesco Pignataro, straordinario nella professionalità e nella formazione dei ragazzi.

Vivere l’infanzia e l’adolescenza in un gruppo musicale è veramente importante che fa suscitare grandi emozioni, un percorso di vita propedeutico per chi vorrà ambire al Conservatorio, non basta apprendere le lezioni e conoscere la musica, ma per sfondare in questo campo occorre acquisire un ottimo bagaglio formativo ed educativo che in questo solo la banda n’è maestra, essa è lo “ strumento “ per eccellenza adatto per la crescita e lo sviluppo dei ragazzi.

Francesco in questi anni ha imparato e studiato le percussioni e la chitarra, ha acquisito il diploma di perito chimico ed ha superato l’esame per entrare in Conservatorio, il suo impegno musicale è così costante da ritmare anche la sua vita, come un treno a lungo percorso che viaggia velocemente a destinazione senza mai cambiare la rotta.

[Iginio Pingitore]

[05.03.2010]

 




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04/03/2010

 

 

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