
La grande attenzione che a Crotone si sta rivolgendo ai beni archeologici (si veda ad esempio quelli sotto piazza Villaroja) anche ed, in particolare, di quanto sta emergendo durante i lavori di riqualificazione di via Discesa Fosso trova conferma nei rilievi dei tecnici incaricati dal Comune di Crotone di effettuare i saggi durante le operazioni di recupero urbano.
A questo punto dagli studi effettuati dagli esperti (che qui di seguito riassumiamo) appare evidente che, tra le altre emergenze archeologiche rilevate, ci si trova di fronte ai perimetri di un imponente edificio romano in opera reticolata con annesso impianto termale, segno di committenza pubblica o di un personaggio di rango elevato.
L’impianto della domus romana presenta lo schema canonico degli edifici pubblici o privati romani realizzati con tecnica edilizia in opera reticolata (opus reticularum) che impiega masselli tronco piramidali (cubilia) in clacarenite, allettati verticalmente nel nucleo in malta di calce spenta mista a sabbia, pozzolana e pietrame di varia pezzatura (caementa).
La base delle murature presentano una tecnica costruttiva in opera vittata (opus vittatum) che trova ampi confronti con le domus del Lacino.
Le attuali misure dell’area occupata dal complesso sono di mt 5,50 x 4,70. Si delinea, dunque, un ambiente a pianta rettangolare di mt 3,14 di larghezza e di circa 3,42 di lunghezza, caratterizzato da muri perimetrali e da lembi del piano di una vasca in coccio pesto pertinente al calidarium dell’impianto termale confermato dalla presenza del sistema dell’ipocausto che consentiva di far circolare aria calda sotto al pavimento.

La vasca, che conserva i canonici gradini di accesso, era originariamente rivestita con lastre di marmo e nella parte superiore l’intonaco era dipinto con finiture a fasce orizzontali in rosso pompeiano e nero, segno di straordinaria eleganza e raffinatezza.
Nei rilievi viene notata una curvatura dell’intonaco che farebbe ipotizzare la presenza di uno dei sedili della vasca termale e non molto distante da questo ambiente vi era il praefurnium con l’imbocco del canale di alimentazione necessario al funzionamento dell’impianto di riscaldamento.
[AlVal]
[23.04.2010]
Foto - in alto: confronto con gli affreschi di terzo stile della domus romana di Pal. Giampè di Assisi (in alto il frammento di affresco rinvenuto) e l’assonometria ricostruttiva ipotetica dell’impianto termale (Disegno e Elaborazioni. P. N. Morelli 2010).
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