
A Petilia Policastro (Crotone), dopo l’interruzione dei lavori di ristrutturazione di piazza Filottete con lo sventramento di corso Roma, progetto a cura della locale Amministrazione comunale fermo dallo scorso mese di marzo, stop pure per la ristrutturazione del cinema teatro “Aurora” a cura dell’Amministrazione provinciale.
Si tratta dei lavori relativi al primo lotto di intervento destinato a dare solidarietà allo stesso cinema teatro, uno dei primi a sorgere nella provincia di Crotone nei primi decenni del Novecento ma che, dalla fine degli anni ’80 era stato abbandonato dai proprietari.
Con un secondo lotto messo in bilancio nelle prossime annualità del piano triennale delle opere pubbliche della stessa Amministrazione provinciale, terminato il consolidamento, si dovrebbe intervenire all’interno della struttura che, per la messa a norma, ha bisogno di copiosi interventi come il rifacimento degli impianti elettrici e dell’arredamento.
Il timore della popolazione, però, considerato che gli stessi lavori sono da più tempo fermi è che anche la ristrutturazione del cinema “Madia” diventi una delle tante cattedrali del deserto alle quali, purtroppo, Petilia è abituata da più lustri. Sono numerosi, infatti, le opera pubbliche anche di una certa entità che iniziate nella cittadina dell’alto Marchesato crotonese, quando sono state completate, sono state completate solo dopo un lungo e tormentato iter.
Da quanto è dato sapere, l’interruzione dei lavori è dovuto ad un disguido fra la ditta appaltatrice e l’Amministrazione provinciale, ma come ha assicurato l’assessore provinciale Alessandro Carbone nel corso della recente assemblea dell’Udc si era già arrivati ad un accordo e la ripresa dei lavori sarebbe dovuta riprendere ad horas.
Per quanto riguarda, invece, i lavori relativi a corso Roma, questi avrebbero dovuto riprendere nei primi giorni di giugno secondo il progetto originario contrariamente ad alcune voci di piazza dicevano che l’interruzione dei lavori era dovuta ad alcuni problemi strutturali causati dalla ditta ad una casa attaccata a quelle inserite nel progetto di demolizione, ma tale voce era stata smentita dall’Amministrazione comunale che, comunque, per alcuni mesi si è confrontata con i proprietari della stessa casa per acquistarla ed inserirla fra quelle da demolire.
[Francesco Rizza]
[06.07.2010]