Rischi ed ombre per i Parchi nazionali e le Riserve marine nel programma della Finanziaria dello Stato in discussione nel Parlamento.
Un taglio del 50% dei fondi del capitolo di bilancio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare potrebbe, infatti, essere perpetuato contro i contributi ordinari ai Parchi che calerebbero degli circa 50% attuali a 25 milioni.
Il nuovo taglio ai beni ambientali segue di qualche tempo quelli contro le Comunità montane che nel corso degli anni hanno visto messa a rischio la propria esistenza dai frequenti tagli ai propri bilanci tanto che in molte realtà non solo sono state fermate le attività degli stessi Enti, ma è addirittura messa a rischio la possibilità di pagare gli stipendi dei propri impiegati.
D’altro canto la decurtazione dei finanziamenti alle varie istituzioni è nella logica di questo Governo che mentre personalmente “non mette le mani nelle tasche degli Italiani” obbliga a fare l’antipatico gesto del taglio dei servizi agli altri Enti. Mentre la notizia del taglio dei fondi per le Riserve naturali non riesce a bucare il muro di gomma dell’informazione è Giampiero Sammuri, presidente nazionale di “Federparchi” ad esprimere una forte preoccupazione per il maxi emendamento relativo al taglio.
Lo scorso 2 aprile, inoltre, insieme ad una delegazione dei Presidenti dei parchi nazionali, ha incontrato alcuni rappresentanti dei gruppi parlamentari in Senato ai quali ha esposto le preoccupazioni degli Enti Parco italiani sui tagli della manovra finanziaria proposta dal Governo, avanzando alcune proposte concrete.
A sentire Giampiero le norme della manovra finanziaria, se non saranno cambiate, potrebbero determinare una riduzione dei finanziamenti per le aree protette tale da limitare in modo incisivo operatività e servizi descritti nella “Carta di Siracusa”. Ha sottolineato, inoltre, come la cifra di 25 milioni di euro risulti irrisoria per il bilancio dello Stato, ma davvero vitale per il sistema delle aree protette. Allarme per il medesimo maxi emendamento anche dalla “Legambiente” nazionale. Per Antonio Nicoletti, responsabile Aree Protette di “Legambiente” la misura introdotta nella Finanziaria “danneggia non solo la tutela e la salvaguardia della natura e della biodiversità, ma anche quella parte dell’economia legata al turismo sostenibile, alle produzioni agroalimentari di qualità, alle attività educative per i giovani”.
Per quanto riguarda la Calabria, il Presidente e il Direttore dell’Ente Parco Nazionale della Sila, Sonia Ferrari e Michele Laudati, hanno manifestato piena condivisione ed apprezzamento per quanto è stato dichiarato, a proposito della misura introdotta nella Finanziaria, anche dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, sottolineando come “i parchi costituiscono un patrimonio ambientale di valore inestimabile e forniscono un grande contributo alle diverse economie, dall’agricoltura al turismo. Un eventuale ridimensionamento delle risorse a questi destinate condannerebbe inevitabilmente il futuro delle aree protette naturali in Italia, comportando gravi danni all’equilibrio gestionale dei parchi nazionali”.
[Francesco Rizza]
[08.07.2010]