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Infortuni sul lavoro in Calabria, allarme INAIL


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Al Convegno promosso da AIAS e INAIL il prossimo 14 luglio a Lamezia Terme, in primo piano la tutela dei lavoratori nei cantieri temporanei e mobili e le malattie professionali in Calabria in un settore, quello delle Costruzioni dove in generale l’incidenza degli infortuni, anche mortali, è tra le più sconcertanti.

Per quanto il settore delle Costruzioni abbia registrato nel 2008, a livello nazionale,  una diminuzione degli infortuni (-12,4% rispetto al 2007) e dei casi mortali (-14,5%), lo stesso, si attesta, in un confronto intersettoriale, come il comparto di gran lunga più a rischio:oltre 89.254 infortuni nel 2008 contro i 79.000 circa del settore metalmeccanico, gli oltre 66.000 nei trasporti e i 73460 del commercio.

Cambiano i numeri ma il dato tendenziale si ripropone anche quando si parla della regione Calabria dove il settore più a rischio rimane quello delle Costruzioni con Cosenza quale capofila delle città col più elevato numero di infortuni denunciati all’INAIL nel 2008 ( seguono Catanzaro, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone).

Balzo in avanti, in Calabria, delle malattie professionali nel settore delle Costruzioni  che nel 2009 hanno registrato un aumento dell’8%: predominano le ipoacusie – riduzione più o meno grave dell’udito –  e avanzano le patologie legate ad affezioni  dei dischi intervertebrali causate da sforzi ripetuti o movimentazione manuale di carichi.

E’ da questo scenario, e analizzando le diverse sfaccettature di una problematica purtroppo sempre all’ordine del giorno, che prenderà spunto il dibattito che animerà il Convegno “Cantieri temporanei o mobili:aspetti di sicurezza e di gestione sui luoghi di lavoro” organizzato da AIAS – Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza e INAIL  insieme alla Federazione italiana AEIT sezione Calabria, Unae Calabria, C.P.T, l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catanzaro e QUASED in programma mercoledì 14 luglio presso il Grand Hotel Lamezia di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro

Il Convegno costituisce aggiornamento per i Responsabili (RSPP) e Addetti (ASPP) del servizio di prevenzione e protezione oltre ad attribuire crediti formativi per i macrosettori di attività Ateco 3 (Costruzioni) e 4. (Industria) Rappresenta inoltre un aggiornamento per i coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori definiti dall’art. 89 nonché aggiornamento periodico annuale per il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)

Non si tratterà comunque di un Convegno rivolto ai soli “addetti ai lavori” del comparto sicurezza, ma interesserà complessivamente datori di lavoro,imprenditori, amministratori pubblici. Numerosi i temi in agenda: dalla tutela dei lavoratori presenti nei cantieri, edili e marittimi, alla sorveglianza igienico-sanitaria; dal problema dell’informazione, formazione e corretta prevenzione, al rischio elettrico, da caduta e da malattie professionali. Senza dimenticare la complessa normativa vigente nazionale in materia di obblighi e responsabilità del datore di lavoro.

Il settore delle costruzioni - afferma Riccardo Ambrosio Coordinatore AIAS della Sede provinciale di Catanzaro - è caratterizzato dal più alto numero di infortuni determinato spesso da cadute dall’alto Questo triste primato del comparto è detenuto anche per i casi mortali, le cui cause non sono da ricercare in un qualche fattore di rischio ”imponderabile” ma nella mancanza delle minimali misure di sicurezza. Questo mi fa dire che le soluzioni al problema della sicurezza vanno cercate non solo nella formazione del personale addetto ma in un vero e proprio cambiamento culturale di tutte le parti in gioco.

Soluzioni che spesso vengono considerate dai datori di lavoro un costo aggiuntivo, senza considerare che secondo le più recenti stime dell’Eurispes, complessivamente, gli infortuni sul lavoro hanno un costo superiore a 43,8 miliardi di euro, pari al 2,8% del Pil italiano. Lo stesso ente ha stimato che la riduzione dell’1% del numero degli infortuni genererebbe un risparmio economico pari a 438 milioni di euro, cifra che salirebbe a 4,4 miliardi di euro se la diminuzione fosse del 10%.

Rispetto agli infortuni - ha spiegato Rosella Di Benedetto dell’INAIL della Direzione Regionale Calabria – le malattie professionali non sono facili da individuare perché non è immediato associarle al lavoro quale causa scatenante. Se è vero, così, che l’ incremento che si è registrato in Calabria nel settore delle Costruzioni  può essere  il segno di una maggiore coscienza sociale di chi opera in questi ambiti, è da auspicare una sempre maggiore collaborazione tra medici dell’ INAIL, medici di base e patronati nella denuncia delle malattie professionali. Questo garantirebbe non solo dati statistici sufficientemente aderenti alla realtà della Regione ma, soprattutto, garantirebbe reale sicurezza sui luoghi di lavoro ed il giusto ristoro al danno di chi, per lavoro, lo ha subito.

E’ imminente, a luglio, la pubblicazione dei dati INAIL 2009 che, anticipati in alcuni suoi dati di sintesi per la regione Calabria, in occasione del Convegno, costituiscono un importante punto di partenza per la valutazione dell’efficacia delle azioni poste in essere.

 




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