
Resterà negli anni, forse nei secoli, nello splendido boschetto del Convento dell'Ecce Homo di Mesoraca (Crotone), la statua in bronzo scolpita e donata dallo scultore calabrese Carlo Cistaro, che per motivi di lavoro si è trasferito da Mesoraca a Milano dove ha frequentato l'Accademia di Brera.
Un'opera che racchiude la devozione di Cistaro verso questo santo e verso questo Santuario, all'ombra del quale, nella frazione Filippa, Carlo è vissuto per tanti anni in una famiglia di antica tradizione artistica.
Un atto di amore verso la sua terra di origine e verso il luogo più religioso e mistico di questo territorio. Ma non solo. Un esempio di arte, di grande professionalità, di sapiente tecnica e di grande manualità di questo giovane artista trentottenne, che incarna indiscutibilmente la più alta espressione di questo territorio, molto apprezzato al Nord, dove continua a mietere successi per le sue innumerevoli mostre nei posti più apprezzati.

L'inaugurazione della statua di S. Francesco nell'atto di ricevere le stimmate si è svolta nell'oasi verde di pace del bosco del Santuario, con la benedizione impartita dal ministro provinciale dei frati minori di Calabria, padre Francesco Lanzillotta e la presenza dello stesso scultore Carlo Cistaro, un giovane generoso e soprattutto dal carattere mite e modesto. La statua è alta 2 metri e 50, pesa 300 chili ed è stata fusa nella fonderia Rimart di Milano.
«La rappresentazione delle stimmate – ci dice lo scultore Carlo Cistaro – vede quest'ultime come una pioggia di gocce rosse sospese nel vuoto che cadono sul corpo del santo. L'espressione del santo, raffigurato nella sua giovinezza, costituisce l'elemento che più colpisce l'osservatore. Esso conferisce alla sua figura una sovrumana dolcezza ed una bellezza interiore che riflette il carattere mistico, proprio del santo. Il saio, reso in maniera realistica, evidenzia la trama del tessuto e l'intreccio della corda, conferendo all'opera una profondità sia umana che spirituale. La collocazione della statua, tra l'altro, rafforza e riflette la personalità del santo ed il significato dell'opera; la natura incontaminata, i rumori del vicino ruscello, il cinguettio degli uccelli incidono emotivamente sull'opera, stimolando l'osservatore al raccoglimento ed alla riflessione spirituali».

Contemporaneamente all'inaugurazione dell'opera, è stata aperta, nel chiostro dello stesso Santuario, una mostra fotografica descrittiva, che illustra il processo creativo e le diverse fasi di lavorazione della statua. I diversi e complessi passaggi sono stati corredati da foto e didascalie, passando dalla realizzazione della scultura nuda in gesso, successivamente vestita dal saio con una tecnica innovativa, utilizzando stoffa vera e poi fusa in bronzo. Dalla scultura finita in gesso è stato poi eseguito uno stampo per ricavare la stessa opera in cera, che è stata poi ritoccata dallo stesso scultore per eliminare imperfezioni e sbavature. La fusione è stata realizzata nei forni che hanno raggiunto una temperatura tra i 1.100 ed i 1.200 gradi centigradi, attraverso il bronzo, che è costituito da due metalli, il rame e lo stagno.
[Carmelo Colosimo]
[15.07.2010]
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