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Tagli alle Province


mappa province italiane

Cosenza (6.708.432,54 nel 2011 e 11.180.720,89 nel 2012); Reggio Calabria (5.990.395,72 nel 2011 e 9.983.992,87 nel 2012); Catanzaro (4.024.385,19 nel 2011 e 6.707.308,66 nel 2012); Vibo (3.224.913,58 nel 2011 e 5.374.855,16 nel 2012); Crotone (2.738.412,38 nel 2011 e 4.560.687,31 nel 2012).

Sono divisi così i tagli ai finanziamenti dello Stato alle provincie calabresi contenuti nell’ultima Finanziaria in discussione al Parlamento con la quale, complessivamente, si sottraggono in due anni oltre 7 milioni di euro ai Calabresi. A rendere ancora più grave la situazione, il fatto che queste stesse cifre erano state assegnate ai vari Enti (provincie e comuni) che a loro volta li avevano impegnati nei propri piani triennali delle opere pubbliche prevedendo la realizzazione di non pochi interventi urbanistici in favore delle proprie popolazioni.

Capita così che il netto colpo di accetta con cui questi fondi sono stati tolti provocheranno seri problemi ai bilanci ed alla programmazione di numerose Amministrazioni locali. Altrettanto gravi le decurtazioni al 50% dei fondi previsti per i Parchi nazionali e le riserve marine per le quali molte Riserve naturalistiche, come il Parco nazionale della Sila nei prossimi anni avranno problemi anche a pagare gli stipendi dei propri impiegati.

Un vero colpo gobbo alle spalle di chi è da anni impegnato a tutelare la natura e l’ambiente in terra di Calabria sempre più violentanti. Alla faccia di quel federalismo troppo spesso declamato dal Governo nei vari mass media. Contestando tali tagli, interviene il senatore del Partito democratico Cesare Marini, secondo cui  “Il fine del benessere dei cittadini, scopo delle politiche di democrazia avanzata  viene accantonato per privilegiare la ristrutturazione dell'economia dettata dagli interessi dei paesi forti dell'unione. Il mezzogiorno pagherà il prezzo più alto per la drastica riduzione dei trasferimenti agli enti locali, per il mancato finanziamento del fondo per le aree in ritardo di sviluppo, per la riduzione del personale della scuola e per l'azzeramento delle risorse da destinare agli investimenti in infrastrutture e servizi. Gli effetti della manovra sono evidenziati, nella loro gravità, dai tagli che subiranno i trasferimenti alle province nei prossimi anni". 

Francesco Rizza

 




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