Area Locale News  
Scrivi alla redazione di Area Locale per richieste o suggerimenti Scrivi alla redazione di Area Locale per richieste o suggerimenti Scrivi alla redazione di Area Locale per richieste o suggerimenti 
 














Cerca:

 

Home >> Aree Tematiche >> Storie

Ore 05:02…e la sveglia mi assilla ...


Ndiri-diri-diri-diri-didì..........Ndiri-diri-diri-diri-didì……….Ndiri-diri-diri-diri-didì..........Ndiri-diri-diri-diri-didì.....la suoneria della sveglia del mio 33-30 è una delle più assillanti che io abbia mai sentito in vita mia; ti entra nella testa e ti devi svegliare per forza! E che cos’è?!

Oggi si lavora; d’altronde sono anch’io uno di quegli universitari più o meno squattrinati che pensano di andare a fare qualche lavoretto part-time per non dover chiedere troppo a genitori che già mollano abbastanza.

Sto per recarmi in un albergo...cinque stelle; mica pensioncine così o ostelli della gioventù; prezzo minimo per una stanza “misera” 150 Euri; io lì dentro ci faccio il cameriere da colazione e la colazione si serve alla mattina, possibilmente presto; quindi mi conviene muovermi, perlomeno per non essere incoerente con il ruolo che sto andando ad assumere, oltre che per evitare di sorbirmi cazziatoni di sorta.

Ore 05:02…e la sveglia mi assilla;

- Ma perché le 05:02?
-E allora quante?
-Ma che ne so? Non potevi fare come le persone normali alle five o’clock (da quando lavoro là dentro il mio inglese…);
-E perché alle five o’clock?
-E allora quante?
-Alle 05:02, proprio l’ora che segna la mia sveglia; sapete, mi piacciono gli ibridi……..nel senso degli orari; maliziosi che non siete altro!

Fatto sta che, se non mi sbrigo, finisce come al solito che mi devo fare la solita corsa per riuscire a timbrare entro le 06:03, al massimo le 06:04 sennò mi tolgono la solita mezz’ora sana sana…e menomale che il mio solito autobus arriva proprio vicino al mio solito albergo.

Ore 05:59…oggi in anticipo netto; non corro pericoli, se non che, giunto con disinvoltura alla macchinetta del cartellino, mi ricordo di aver dimenticato il suddetto in caffetteria, ma porca di quella…!

Corsa a ritroso; sbatto contro tre o quattro carrelli; prendo il cartellino; riparto; mi rifaccio tutti i carrelli e finalmente arrivo; dopo svariati tentativi di timbrare andati a vuoto (perché il cartellino è magnetico e certe volte fa cilecca)...........

06:03 e 57 secondi; per un pelo! In compenso c’ho un ematoma quanto la cartina dell’India!

Apro lo spogliatoio; apro l’armadietto; mi cambio con calma.............. ho detto con calma: via il giubbino; via la maglietta; via il pantalone, ovviamente dopo le scarpe da ginnastica; poi su la camicia; su i pantaloni del vestito buono, che se li sporco sono 4 € di tintoria; su camicia, papillon bordò e giacca bianca...inguardabile! Fatto sta che il cazziatone risparmiato poco fa me lo sorbisco tutto perché sono le 06:21 e il maitre è una persona che “toccategli tutto ma non il suo Breil (che non so neanche se l’ho scritto giusto!)”

Ore 06:23; sono già (?) in sala; oggi non mi sembra il caso di chiedere se prima di cominciare posso farmi cappuccio e brioche; magari più tardi; poi vediamo. I clienti sembrano agguerriti; stile Attl flagggiell d Ddio; un pititto che non ti dico.

Quella dei clienti è una categoria di individui dalle sorprese infinite; ci si potrebbe fare uno studio psico-sociologico (e, visto il livello, anche pedagogico) sulla categoria dei clienti di una breakfast room (ve l’ho detto che il mio inglese ormai…); ce ne sono di tutti i colori: c’è quello che appena entra sembra che quasi quasi ti voglia abbracciare tanto dalla felicità; eppure sono le 7 meno un quarto e tu devi andare ad una fiera d’esposizione di cessi; che ci sarà mai da stare allegri?

Poi c’è quell’altro che se poco poco ti azzardi a salutarlo o s’offende e chiama i gendarmi con i pennacchi, con i pennacchi oppure ti mette direttamente le mani addosso:

- Buongiorno signore!
- Mbmnghrnh! (un mugugno foneticamente pressoché indefinibile che più o meno sta a significare: «Macché “Buongiovno e buongiovno”; sono incazzato nevo ché sono le 7 meno un quavto e devo andave con quel cogl**ne a guavdave una mostva di cessi! »…Ah! De gustibus).

Poi partono a raffica le ordinazioni: caffè, the, cappuccino, latte macchiato, camomilla (a prima mattina camomilla?...mah!). Ti fanno correre che neanche Pietro Mennea.

All’improvviso l’apoteosi: la fantasia di certi clienti nelle loro richieste è quantomeno dantesca: e uno vuole un cappuccino con caffè decaffeinato e latte scremato…e possibilmente con la schiuma tiepida…anzi, facciamo pure fredda; vagli a spiegare che la schiuma si fa con il vapore a 180 gradi!

E un’atra vuole un paio di uova bollite;

- Signora; le uova bollite le trova sul bouffet nella pirofila tenuta in caldo elettricamente da un alimentatore 12 volt.
- Sì, le ho viste; ma quelle sono uova cotte a otto minuti; a me garbano di più cotte a sette minuti e mezzo!
- Ah…sì? Allora intanto io ti metterei davanti a due uova uno cotto a otto minuti e l’altro cotto a sette e mezzo per vedere se davvero ti rendi conto della differenza; e comunque devi aspettare.........come minimo sette minuti e mezzo!

E quell’altro? Che vuole quell’altro? No, non mi dire, non ci posso credere!

- Glielo porto subito signore.
Mi ha chiesto un caffè doppio. Io glielo porterei davvero...si...glielo porterei davvero.......un caffè d’oppio per vedere come la prende! Magari sorride un po’ di più!

Quando si dice: “Spesso differire di un apostrofo è labile trapasso”…anzi:

- Quando si dice “Spesso differire di un apostrofo è labile trapasso” ?
- E che ne so io quando si dice.
- Ma come “che ne so io”…allora perché lo dici?

- Mah!...così...perché mi sembrava una buona frase per buongustai.

Poi c’è quell’altro ancora che ti comincia a puntare quando ancora sta nella hall; sembra che di dica: «è inutile che ti guardi attorno; sto cercando proprio te!» Poi ti raggiunge, si ferma, comincia a guardare l’ambiente con circospezione, poi si concentra come se dovesse rispondere ad una domanda da 35.000 € al Milionario e poi, con la faccia più seria del mondo ti chiede solennemente...........un espresso!....Mah!

Ad un certo punto, alle 10:13 pri-ci-se arriva lui...sì, sì...è proprio lui, non ci sono dubbi. I colleghi della caffetteria cominciano quasi a balbettare; eppure lavorano lì da almeno 15/20 anni; la tensione si taglia col coltello:
-Spegni quella sigaretta chè se ti becca ti fa un culo...

-E tu aggiustati quel papillon; e poi sei spettinato che non ti si può guardare! Fai schifo fai!

Eccolo...entra...volteggia nell’aere come fuoco fatuo; ma chi sarà mai; e soprattutto morde? si ciba di carne viva e presumibilmente umana?....sembra che si abbia più paura di lui che non di Lui.....è il direttore; ti si avvicina con l’aria di chi sa che se non lo saluti rischi grosso; infatti io non lo saluto mai, tanto sono extra e posso sempre dire che non so che faccia abbia; invece lo so benissimo...e non mi piace neanche molto. Poi si accomoda con quattro o cinque suoi amici che non sono nemmeno clienti dell’albergo; se li porta appresso e dice:

-Prendete e mangiate tutto quello che volete, tanto qui è tutto mio. (pare Berlusconi pare!)

I signori ordinano e tu devi affittare un camion con rimorchio per portare quello che ti hanno chiesto; e quando devi sbarazzare?!...sembra piazza San Giovanni dopo il concerto del primo maggio: 8 theiere, 6 bricchi di latte caldo, una quantità indefinita di cornetti, marmellatine di tutti i gusti (anche al kiwi; dove cacchio l’avranno trovata?), e circa 30 fra tazze e tazzine, di cui una con un po’ di caffè d’orzo rimasto sul fondo e con una sigaretta spenta dentro;

- Ma qui non si può fumare!
- Sì, ma ti ho appena detto che qui è tutto mio!
- Ah...allora sì!

E poi se ne va, ma non prima di essere passato in caffetteria a dire al maitre che c’è una briciola, presumibilmente di brioche alla confettura d’albicocca, sotto la sedia a nord-est dell’ultimo tavolo a destra della saletta con la moquette. Poi richiama la scorta e parte alla volta di non so quale affare!

Ore 10:30; ufficialmente la sala da colazione dovrebbe chiudere; ovviamente ci sono sempre i soliti (chiamiamoli pure “ritardatari” per non dire “str***i”) che sono arrivati alle 10:29 e che almeno (in fin dei conti ho anche esagerato a chiamarli “str***i”) hanno il buon senso di fare presto: usciranno di lì alle 11:18!

Quello che rimane della mia giornata lavorativa costituisce il rimanente 50% dello stress che avrò accumulato entro le 14:31 (ora eletta come quella d’uscita, questa volta senza alcun tipo di ematoma, ché me la prendo con moooolta calma); questa storia, per ora, finisce qui. Magari approfitterò di un’altra occasione per raccontarvi cos’altro si deve fare per 7 € e 50 lordi all’ora.

Hasta Siempre....e ad maiora!

 

[Dario Coriale]

 

 

 

altre storie ...

 La notte che non porta consiglio
 Angela Lucanto: una calabrese rapita dalla giustizia
 Gli Olè, gli ottoni e i lucciconi
 La ragazza dell'autobus
 L'alunna e il professore
 Trenitalia, per qualche centesimo in piu'
 Il Matrimonio
 In memoria di Francesco Fortugno
 La piazza e il potere
 La panda, la guida sportiva...e i migranti alle Poste
 'U pazzu, una vita ai margini della realtà
 Il giorno del Ringraziamento
 Heike e il cimitero
 In viaggio
 Ti ricordi, lo Stretto di Messina?
 I misteri del Ponte Gallina
 The dark side of the Ampollino Lake
 L'Uomo magro
 Ore 05:02…e la sveglia mi assilla ...
 Chissà dove sono ...
 Laurea discount
 Il pensiero del risveglio
 Carmelo di Ginosa
 Non dite ad Eco che gli ho fotocopiato il libro
 'A pizzicata
 Uno scherzo d'altri tempi




 Commenta  Segnala  Stampa

27/04/2005

 

 

28505


Cerca:


Abbonati Gratis 
Area Locale News