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Il lupo rischia l'estinzione


Lupo della SIlaRischia l’estinzione nelle nostre zone il lupo appenninico. Infatti, ormai si contano sulla punta delle dita i pochi sopravvissuti esemplari esistenti sulle alte e boscose montagne della Sila. Sino a qualche anno addietro, è stato sostenuto che l’uccisione del canis lupus italicus era dovuto sia alla crudele e spietata caccia dei bracconieri che all’azione di difesa dei pastori montani i quali, combattuti dalle frequenti visite notturne negli ovili con gravi conseguenze di perdite d’animali scannati, non erano certamente disponibili a sacrificarsi per la salvaguardia della fauna.

Con una legge, la n°. 3 del 27 gennaio 1986, la Regione ha provveduto al risarcimento dei danni causati da specie di animali in via di estinzione.

Nel primo articolo si legge: “La Regione, al fine di salvaguardare l’esistenza di alcune specie di animali in via di estinzione, di eccezionale interesse scientifico a livelli internazionali, provvede al risarcimento dei danni arrecati al patrimonio zootecnico nel territorio regionale da parte di esemplari delle seguenti specie: lupo appenninico (canis lupus italicus) e aquila reale (aquila chrisaetos)”.

Il lupo, per tradizione, impersonifica il ruolo di animale cattivo e malefico. Invece la realtà è diversa. Recenti studi hanno rilevato che il lupo in realtà non è l’animale feroce della tradizione popolare ma piuttosto un predatore che attacca le greggi, e mai la persona, spinto dalla fame uccidendo tuttavia solo i capi più deboli.

Il lupo cattivo delle favole potrebbe, dunque, benissimo essere un animale qualunque se sfamato e tenuto lontano dalla preda. Sulla storia di lupi, rare sono le volte che il lupo attacca le persone.

Lupo della SilaRitornando alla legge, è sufficiente per pastori e allevatori il rimborso dei danni subiti e quindi evitare l’uccisione? Certamente no perché manca ancora un’adeguata educazione per dominare l’istinto della reazione abituale di uccidere i lupi e poi perché c’è diffidenza verso quelle forme burocratiche connesse al rimborso che poi richiederanno tempi lunghi e sottomissioni. Forse, al di là della legge, sarebbe opportuno un’adeguata campagna di sensibilizzazione per scoraggiare l’azione dell’uomo contro la legge.

Per esempio si potrebbe contribuire all’azione di difesa per la sopravvivenza dei lupi consigliando cacciatori, bracconieri e pastori a difendersi con proiettili narcotizzanti e dare un premio per ogni animale stordito e consegnato al dipartimento di ecologia. Se si vuole difendere la natura e la fauna le leggi da sole, senza un’adeguata cultura ed uno sforzo generale, non servono a niente.

Giovanni Rosa




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12/08/2001

 

 

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