Area Locale |
Sono solo pietre!" - dice convinto con aria spavalda un ragazzetto del paese, vestito con giubbotto di pelle e jeans stracciato, quasi sorpreso per questa forte attenzione verso qualcosa di completamente immobile ed inutile. Mica come lui, che va in giro a corteggiare le belle ragazze; tanto il lavoro non si trova ed a scuola è un completo disastro. Meglio non perdere tempo con queste cose.
Per non parlare dei professori. Anche loro sono esasperati per il disagio in cui si vive al Sud. Perché dovrebbe avere valore imparare o insegnare qualcosa di nuovo o di buono in una terra dove l’innominato rende anche più duro ed incerto il destino dell’uomo di rispetto e di cultura? Alla fine nessuno si degnerà di valorizzarle quelle pietre.
Ecco allora l’evento imprevisto. Si avvicina un anziano. E dov’è la stranezza? Sono tutti anziani oramai. "Una statua? Ma no: per me è solo una roccia. L'ha scolpita il vento." Continua a dire un signore del luogo. "Sì, forse. Ma un vento dall'occhio artistico..." – risponde saggiamente l’anziano signore, quasi come se conoscesse i nomi degli artisti e li volesse custodire come un templare.

Ecco dov'è l’evento imprevisto. Qualcuno ha avuto il coraggio di valorizzare quelle pietre. Ha avuto il coraggio di credere nella storia e nelle proprie origini. Magari, le origini non sono proprie, però si ha la presunzione di avere un antenato che ha partecipato alla costruzione e magari a quella memore battaglia.
Forse, queste statue risalgono al 216 a.C., quando l’antica Petelia, fedelissima ai romani, non appoggiando Annibale fu l’unica a resistere alla sua terribile vendetta ed a quella dei suoi alleati bruzi. Probabilmente alcuni di loro, scappando dalla morente ed assediata cittadina, si rifugiarono nel territorio dell’attuale Petilia Policastro. Ma, alla fine di tutto ciò che ce ne importa. Tanto sono solo pietre!
Certo è che verificare l’attendibilità dei reperti non è mai impresa facile! C’è da dire anche che Madre Natura è una grandissima artista e quando si sente ispirata crea dei capolavori di ineguagliabile bellezza; teniamo sempre e chiaramente in mente la sua gelosia, per evitare di farla infuriare, poiché con la sua forza riesce a distruggere qualunque cosa le si metta davanti, ricordandoci quanto siamo piccoli di fronte ad essa!
Tuttavia queste pietre non sembrano affatto opera di Madre Natura. E’ più probabile che siano opere antiche, di cui non conosciamo gli artisti. Dovranno essere stati più di uno, visto che tali rocce sono sparse lungo il territorio ed in esse sono state scavate delle grotte. Deve essere stata per forza opera dell’uomo!
"Noi siamo convinti che questo animale di pietra non sia stato fatto solo dall'acqua e dal vento - dice il sindaco di Campana, in provincia di Cosenza, dal lato dello Ionio -. E' troppo perfetto perché possano essere stati solo gli agenti atmosferici a scolpirlo. Lo stesso discorso potrebbe valere, anche se in misura più limitata, per la balena: in entrambi i luoghi, infatti, nella roccia sono state scavate delle grotte. E chi avrebbe potuto farle, se non l'uomo?
E dire che a Campana, che non fa più di mille abitanti, tutti sanno da sempre che queste pietre esistono. L’elefante e la balena sono gli esempi più importanti. Moltissime persone possono vantare le foto del proprio matrimonio accanto a questi massi, ma nessuno si è mai chiesto: che ci fa un elefante di pietra nel bel mezzo del bosco?
Forse, partendo con il valorizzare l’elefante o la balena che hanno viaggiato nei secoli, lasciando sicuramente una miriade di ricordi e di storie, come i tanti matrimoni vissuti insieme ai festeggiati, magari riusciamo a valorizzare anche la nostra terra, che di pietra ha sicuramente la nostra rigida voglia di crescere, per dimostrare al mondo che il popolo calabrese potrà sentirsi vinto, ma mai domo!
[Antonio Lombardo]
[15.11.2005]
14/11/2005
23776